Chi sono i cittadini?

Pare che ad essere considerati tali abbiano titolo solo i leghisti, con una piccola ed occasionale estensione ai cinquestelle grillini. L’ha deciso autorevolmente una giornalista dell’Arena, nel presentare, dedicandovi un’intera pagina, il decreto attuativo della legge delega 28-4-14 n. 67.

Apprendiamo così che questa nuova norma “fa infuriare i cittadini”. Nel seguito della pagina troviamo, infuriati, solo esponenti leghisti e una pentastellata. Troviamo invece favorevoli un parlamentare democratico e i massimi rappresentanti veronesi sia dei magistrati, sia degli avvocati penalisti, come non capita spesso.

C’è modo e modo di dare una notizia. Premessa arcinota: i tribunali sono intasati da centinaia di migliaia di cause; con i tempi lenti del nostro sistema una quantità di procedimenti vanno in prescrizione. Allora piuttosto di una prescrizione casuale il Parlamento ha deciso di togliere dalla montagna di carte sulla scrivania dei giudici quei procedimenti per reati che, puniti nel massimo con una pena non superiore a 5 anni, si caratterizzano per “la particolare tenuità dell’offesa e la non abitualità del comportamento, senza pregiudizio per l’esercizio dell’azione civile per il risarcimento del danno”.

E infatti il primo articolo del decreto inserisce nel codice penale la disposizione che “la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale“.

La persona offesa, cioè la vittima del reato, ne riceve avviso, può “prendere visione degli atti e presentare opposizione in cui indicare, a pena di inammissibilità, le ragioni del dissenso rispetto alla richiesta”.

Se il giudice ritiene comunque che non si deve procedere penalmente, l’azione di risarcimento può essere intentata in sede civile.

L’autorevole giornalista decide però di esporre un interminabile elenco di reati puniti con non più di 5 anni di carcere, scovando in mezzo a quelli comportamenti certamente scandalosi, inaccettabili, allarmanti, inducendo a pensare: “Come, non si puniscono più certi delitti? Allora mi infurio”. Che è esattamente l’effetto cercato e addirittura già la notizia anticipata nell’articolo.

Ma è evidente che se l’offesa non è di particolare tenuità, o se addirittura per certi fatti non può esserci una particolare tenuità, il giudice avvia il processo normale, senza alcuna impunità per chi commette il reato. Tirar fuori tutte le previsioni del codice con un massimo di 5 anni di pena è un esercizio assolutamente inutile e incongruo rispetto alle premesse e finalità del decreto, a meno di non voler dar fiato, in questo modo, alla propaganda allarmistica di certe forze politiche, interessate a mantenere un clima di tensione da indirizzare contro categorie sociali emarginate e contro altre forze politiche accusate di difenderle.

Vedi tutta la pagina dell’Arena del 25-1-15: “Reati ‘tenui’ non più punibili. Ed è bufera”

Per capire la portata reale del decreto, vedi anche Il fatto quotidiano del 30-1-15: “‘Legge dura senza paura’, sarà processato il ladro di cioccolatini da 8 euro”

Ma L’Arena insiste nella campagna di travisamento e allarmismo dando voce successivamente al sindaco Tosi e ad alcuni sindacati della polizia penitenziaria.

6-2-15 – L’Arena: “Tosi: ‘Reati leggeri non punibili? Decreto da bloccare’

9-2-15 – L’Arena: “Svuota carceri: c’è meno sicurezza”

Dove il falso è evidente già nel titolo, perché il decreto riguarda reati che fino ad oggi comunque, dopo processi su processi, non portano nessuno in carcere perché nelle condizioni previste sarebbero coperti dalla sospensione condizionale.


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