Appello del senatore D’Arienzo per il carcere di Montorio

Senatore Vincenzo D’Arienzo

E’ il momento di agire!

Nessuno abbandoni la Polizia penitenziaria e gli operatori in carcere a Montorio.

L’appello dei sindacati della Polizia penitenziaria ha evidenziato di nuovo il problema presso il carcere di Montorio. E’ la seconda volta che i sindacati tutti della Polizia Penitenziaria inviano sollecitazioni.

I poliziotti stanno dimostrando un lodevole senso responsabilità e attaccamento al dovere. Non solo segnalando il tema, ma anche recandosi al lavoro quasi “a mani nude”. E come se ai medici e infermieri dei reparti Covid non venissero forniti tutti i dispositivi per difendersi, oltre a mascherine e guanti, ovviamente.

Poliziotti, operatori e detenuti non sono gli ultimi della fila.

Eppure, pare che sia così. Leggo frasi fuori luogo e mi riferisco a Zaia che – a domanda diretta –  ritiene che “devono finire i tamponi ai dipendenti, alle case di riposo e alla gente in isolamento e a cascata tutti gli altri” e anche a chi, pur conoscendo bene il problema, minimizza il pericolo.

A loro dico, poiché non risulta che altrove ci sia la stessa situazione di Verona, basta scuse!

Se è vero che ogni giorno si processano migliaia di tamponi, farne poche centinaia in carcere a Montorio non cambia certo i progetti. E chi deve chiederli, lo faccia anche con forza, non ci siano inerzie. La tutela della salute della popolazione carceraria e dei lavoratori penitenziari non ammette deroghe.

In quel luogo chiuso il contagio si diffonde velocissimo, come dimostrano i numeri e se non si agisce in fretta le cose peggioreranno sempre di più.

Chiunque, deve dare una mano per rassicurare la popolazione carceraria. Servono fatti per scongiurare ogni legittima preoccupazione legata ad un virus anche letale.

Vincenzo D’Arienzo, Senatore Pd


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