Giornata dell’Amicizia:
quando le mani si tendono e le porte si aprono

Domenica 1 febbraio la comunità parrocchiale di Santa Maria Maddalena di Verona ha vissuto la Giornata dell’Amicizia, un appuntamento ormai atteso che ogni anno riesce a creare ponti, ad abbattere distanze e a ricordarci il valore profondo dell’incontro e della solidarietà. È stata una giornata intensa, ricca di volti, storie e relazioni, vissuta all’insegna del dono reciproco e dell’accoglienza.
La mattinata si è aperta con la celebrazione della Santa Messa, alla quale hanno partecipato i volontari dell’associazione La Fraternità insieme a nove detenuti in permesso di uscita premio. Un momento di preghiera condivisa che ha assunto un significato particolarmente forte: sedersi fianco a fianco, senza etichette, come fratelli e sorelle riuniti attorno alla stessa Parola, è stato un segno concreto di quella Chiesa che non esclude, ma accoglie e accompagna.
Al termine della celebrazione, nel salone parrocchiale, la comunità si è ritrovata attorno alla tavola per il pranzo condiviso, realizzato dalle fantastiche cuoche. I giovani della parrocchia, con entusiasmo e disponibilità, hanno curato il servizio ai tavoli, contribuendo a creare un clima di gioia e semplicità. Il pranzo non è stato solo un momento conviviale, ma una vera occasione di relazione: tra una portata e l’altra si sono intrecciate conversazioni, sorrisi, ascolto sincero. In quel contesto informale, il “noi” ha preso il posto delle distanze e dei pregiudizi.
Durante il pranzo non è mancato un tempo dedicato alla testimonianza. La presidente dell’associazione La Fraternità ha condiviso il senso del servizio svolto accanto alle persone detenute, dentro e fuori dal carcere, ricordando come la giustizia non possa mai essere separata dall’umanità e dalla possibilità di riscatto. Don Paolo e il diacono Fabio hanno poi offerto uno sguardo profondo sulla realtà carceraria, fatta di fatica, solitudine e attese, ma anche di desiderio di cambiamento e di bisogno di relazioni autentiche. Particolarmente toccante è stata la testimonianza di un detenuto, che con parole semplici e sincere ha raccontato cosa significhi sentirsi accolti, ascoltati e considerati persone, nonostante il proprio errore.

Questa giornata ha mostrato con chiarezza quanto la solidarietà non sia un concetto astratto, ma un gesto concreto: sedersi insieme, condividere il pane, ascoltare una storia, tendere una mano. L’amicizia, in questo contesto, diventa segno di speranza e possibilità di futuro, sia per chi vive la realtà del carcere, sia per la comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
La Giornata dell’Amicizia non si esaurisce in un solo giorno, ma lascia un seme nel cuore di chi vi partecipa. Un seme che può crescere nell’impegno, nel volontariato, nell’attenzione quotidiana verso l’altro. È un invito per tutta la comunità a continuare a costruire relazioni fondate sull’ascolto, sul rispetto e sull’altruismo, perché solo così possiamo diventare davvero una comunità che accoglie e genera speranza.
Una volontaria dell’associazione La Fraternità
