Apripista del dialogo

Per tutti noi, ma ancor più per i tanti nuovi compagni di strada, ci sembra importante conservare la memoria di quanti ci hanno preceduto ed hanno permesso alla nostra associazione di essere quella che oggi è. Ci è giunta, tramite Maurizio, una bellissima lettera scritta da uno dei nostri primi collaboratori agli incontri di Intercultura in carcere, Jean Pierre Piessou. Qualcuno ha conosciuto la sua inconfondibile chioma sul palco della Festa dei Popoli 2025, evento di cui è da sempre anima organizzatrice.Oggi mediatore culturale impegnato in moltissimi ambiti, alla fine degli anni ’90 si era avvicinato al carcere, allora giovane studente universitario originario del Togo, grazie a Silvana Pozzerle, una socia “storica” di Fraternità che ci ha lasciato qualche anno fa, una figura antesignana che si è impegnata per il riconoscimento della dignità di ogni cittadino,soprattutto nel mondo del carcere, oltre che in quello ecumenico. Silvana ha permesso a Fraternità di tessere una fitta rete di relazioni, in collaborazione con diverse realtà del territorio veronese, per avviare attività innovatrici, volte a promuovere il rispetto delle differenze e lo scambio tra culture e religioni. Mentre Montorio si trovava per la prima volta a fronteggiare un numero sempre più consistente di stranieri, Silvana iniziò con ottenere l’autorizzazione per una polaroid per riprodurre i documenti dei nuovi giunti, chiese cibi differenziati per i quaranta giorni e la festa finale del Ramadan, fece in modo che i ministri del culto di altre religioni, oltre alla cattolica, ottenessero il permesso all’ingresso, promosse gli incontri interculturali, parola allora sconosciuta ai più, divenuti poi un progetto stabile, in cui Jean Pierre venne coinvolto.

E potrebbe continuare per molto ancora l’elenco di quanto Silvana ha promosso affinché Fraternità si facesse voce dei bisogni di chi si trova in carcere, sempre con determinazione e lungimiranza, accompagnate dalla mitezza collaborativa di chi crede che la strada si costruisce solo insieme, mai protagonista in primo piano: gesti concreti, i suoi, che non cercavano i riflettori, ma la profondità dei cuori, aprendo a idee nuove, che ci hanno permesso di crescere come associazione e di condividere strade con molte altre realtà.

È proprio così che Silvana viene ricordata da Jean Pierre in questa lettera che ha scritto il 14 luglio 2025 indirizzandola ad un’altra figura profetica che operò in carcere sempre alla fine del ‘90, prematuramente scomparsa venticinque anni fa: Walter Pedrotti, insegnante, scrittore, impegnato nella difesa dell’ambiente, fondatore della rivista Microcosmo, primo giornale del carcere di Montorio, con il quale collaborava anche Silvana. Stesso stile, stessa ponderatezza, stessi valori, come ben sottolinea Jean Pierre, accomunavano Walter e Silvana, la cui memoria vorremmo rimanesse in quanti oggi camminiamo sulle loro orme. Siamo consapevoli che se gli orizzonti della nostra associazione continuano ad allargarsi è proprio grazie

dialogo come Silvana e Walter.
Un grazie a Jean Pierre per averci regalato queste parole che ci offrono l’occasione di farne memoria.

(Emanuela Lugli Volontaria de “La Fraternità”)

AD PERPETUAM MEMORIAM: WALTER PEDROTTI.

Caro Walter, amico e fratello mio. Venticinque anni fa come oggi ci hai tristemente e tragicamente lasciati mentre eri in vacanza con la tua bella famiglia. Era il 14 Luglio 2000, giorno della Rivoluzione Francese, 1789, con i suoi principi inderogabili di Egalité–Liberté-Fraternité.

Principi e valori che hanno sempre ispirato il tuo pensiero e le tue azioni, da cittadino e da docente, sia a scuola che nella casa circondariale di Montorio di Verona, uno dei tuoi tanti luoghi dove sapevi ascoltare, rispettare e curare i vulnerabili e gli umili della nostra comune città di Verona. Salutami la nostra amica e madre gentile Silvana Pozzerle dell’associazione La Fraternità, con cui hai lavorato in carcere fondando il periodico Microcosmo, prezioso strumento calligrafico che hai sempre distribuito nei nostri incontri con i migranti. Ti invio questa cartolina da Verona per fare memoria di te con affetto e gratitudine di sempre. Il nostro Salah Ouaouinat ti invia i suoi saluti memoriali da Anversa in Belgio dove si era trasferito da molti anni ormai. Ogni tanto io e lui ci sentiamo e parliamo di te, della tua gentilezza, umanità e forza educativa capace di leggere le attualità e valorizzare le diversità culturali, maestria di un sapiente quale eri in mezzo a noi. Tu hai seminato veramente. Molte cose sono peggiorate con il pensiero di tanti rivolti alle guerre, alle armi e di alcuni, fratello mio, che con parole, gesti, omissioni, alimentano idee balorde di odio, di disprezzo e di discriminazione nei confronti delle persone e degli animali. Soffiano sulla violenza. Non li lasciamo fare! Ci ispiriamo a quanto hai compiuto.

Grazie di cuore per i tuoi incoraggiamenti e per quanto mi hai trasmesso. Cerco di portarli avanti. Spero che insieme alla tua famiglia Marta, Michele e Giovanni tanti si ricordino di Te oggi, perché tanto hai dato per l’ecologia, per l’accoglienza e l’abbraccio dei piccoli e dei grandi.
Io ho memoria di Te.

Ciao Walter, merci de tout, pour tout ce que tu as eu la Force d’accomplir pour Verona et l’Italia. Laisse-nous penser que tu continues a vivre avec la lumière de la Memoire

Jean Pierre