L’edificio dell’Ina, tra il 1943 e il 1945, è la sede dell’Ufficio del capo della Polizia di sicurezza e del Servizio di sicurezza (BdS). Si chiama Rsha ed è il più ramificato organismo dell’apparato poliziesco nazista e di attuazione della violenza: controlla, centralizza e gestisce gli organi di repressione del Terzo reich, la Gestapo (la polizia politica), la Kripo (polizia criminale) e il Servizio di sicurezza. In quel biennio l’esercito e la polizia nazista si macchiano di crimini contro l’umanità quali stragi civili, rastrellamenti e deportazioni di avversari politici ed ebrei. Verona gioca una parte fondamentale quale centro burocratico dell’apparato poliziesco nazista e della sua politica omicida.

Un capitolo, questo, poco sondato dalle ricerche storiografiche. Ma ora ne ricostruisce la storia il volume I signori del terrore. Polizia nazista e persecuzione antiebraica in Italia 1943-1945 (Cierre edizioni 2016), miscellanea di saggi a cura di Sara Berger che sarà presentato oggi alle 16 all’Accademia di agricoltura, scienze e lettere di Verona, a palazzo Erbisti, in via Leoncino 6. L’iniziativa editoriale dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea sarà presentata dal suo presidente Stefano Biguzzi e dal segretario dell’Accademia Vasco Senatore Gondola. Saranno presenti la curatrice e alcuni coautori come Lutz Klinkhammer, tra i maggiori studiosi delle politiche di violenza attuate dal nazionalsocialismo, Amedeo Osti Guerrazzi e i due ricercatori dell’Istituto Olinto Dominichini e Carlo Saletti.

È il primo studio organico sulla struttura della polizia nazista in Italia e propone anche biografie e immagini dei suoi dirigenti. E la ricerca non poteva non passare per Verona: Libera Picchianti parla nel suo saggio degli uomini del BdS in città, così come si dedica a loro e ai «camerati veronesi», Dominichini. Verona è sulla linea Roma-Auschwitz nel saggio di Yael Calò e Lia Toaff sulla «prospettiva delle vittime». Roberto D’Angeli ripercorre la prigionia di Galeazzo Ciano sul quale chiude il volume Damiano Garofalo ricostruendo il processo di Verona del gennaio 1944 concluso con la fucilazione del genero di Mussolini a forte Procolo. Il volume si fregia anche del contributo dello storico Carlo Gentile che con Klinkhammer firma il saggio L’apparato centrale della Sicherheitspolizei in Italia: struttura, uomini e competenze.

In merito al ruolo della burocrazia omicida a Verona, Saletti spiega nella prefazione al volume che il testo, grazie allo studio negli archivi di ricercatori e storici copre un vuoto storiografico: «Il sistema preposto alla repressione e la sua articolazione sono conosciuti nelle sue linee generali, ma del tutto assenti sono gli studi specifici sull’operato della struttura e dei suoi componenti, rimasti nell’ombra. Verona occupa un ruolo di primissimo piano nella topografia del terrore, in termini di repressione politica e nella deportazione degli ebrei in Italia. Collocata vicino alle sedi del rinato governo fascista, si trasforma in poche settimane in città di prigioni. È un ruolo quasi del tutto assente dal paesaggio memoriale». Lo ricorda solo la lapide posta nel 1950 sul palazzo dell’Ina sulla quale si legge che tra quelle pareti «maturarono ordini funesti delle SS tedesche e dei loro servi fascisti». Ma dei documenti dell’ufficio BdS, seppur distrutti, si sono conservate fonti sparse in archivi tedeschi, italiani, inglesi e russi.

E il volume restituisce memoria di molteplici aspetti della sua attività: le considerazioni sugli ebrei in Italia prima del 1943, la struttura e l’azione dell’apparato di Verona, i percorsi biografici dei dirigenti e dell’ufficio antiebraico, la deportazione da Roma ai lager che faceva tappa a Verona; il rapporto dell’ufficio con i fascisti locali e il coinvolgimento dei tedeschi nel caso Ciano. «Basta per suggerire quale fu l’importanza, che travalica i confini locali, che gli uffici veronesi del Rsha ebbero nell’economia complessiva della repressione nazista attuata dalle SS», conclude Saletti.

Maria Vittoria Adami

Fonte: https://www.larena.it/home/cultura/la-polizia-nazistain-italia-gli-annidelle-persecuzioni-1.5264600