| Progetto Intercultura | |||
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Il progetto è nato dalla constatazione della necessità di creare un luogo d'incontro per: - favorire l’ascolto ed il dialogo tra detenuti, invitandoli a una presa di coscienza dei propri bisogni; - favorire nel detenuto la ricostruzione della propria identità di soggetto migrante; - stimolare il rispetto per la diversità, la conoscenza delle varie culture e religioni di appartenenza, superando la conflittualità e facilitando la convivenza civile all’interno del carcere; - promuovere nel detenuto un atteggiamento di responsabilità e fiducia in sé stesso, che agevoli il suo futuro inserimento nella società civile e il suo rapporto con le istituzioni, al di là delle personali esperienze negative (lavoro, casa, relazioni sociali, .... Tenuto conto dell’Art. 27 Comma 2 della Costituzione sul “Principio della Rieducazione”, sono perseguiti i seguenti obiettivi: - proporre ai detenuti una riflessione in gruppo sulle proprie esperienze trascorse ed attuali e sui progetti futuri, per ricercarne il senso, alla luce dei valori fondamentali della persona, della pace, del perdono; - valorizzare le tradizioni culturali e religiose, le feste più importanti come momenti di espressione della propria identità culturale e religiosa; - rileggere il passato personale, individuando motivazioni, difficoltà, aspettative, per iniziare un percorso di ricostruzione di una progettualità di vita oltre la detenzione; - favorire lo scambio tra diverse esperienze personali attraverso il dialogo e la reciproca accoglienza, per una maggiore serenità interiore e un maggior equilibrio nel vivere il periodo di detenzione; - promuovere la coscienza della propria identità di immigrato (problemi di isolamento, cultura diversa, scarsa conoscenza della lingua, difficoltà di inserimento sociale, lontananza dagli affetti, problemi di incontro e rapporti con l’Istituzione e la società civile) di detenuto (nella condizione di privazione della libertà) e di cittadino (la cittadinanza come relazione tra l’individuo e la società civile). Nella pratica si tengono incontri interculturali e interreligiosi tra i detenuti delle sezioni maschili in una sala della zona trattamentale. Il numero dei partecipanti non supera le 15 unità per gruppo, su una lista aperta di detenuti che ne fanno richiesta. Si tratta di un’esperienza di ascolto e scambio particolarmente arricchente. |
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 31 dicembre 2011 ) |
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