Catelvecchio è una fortezza molto vasta, che colpisce per il suo aspetto imponente e per la sua forma decisamente militare, accentuata dalle merlature che si susseguono lungo le mura e dalle sette torri angolari coperte, in cui l’antico uso residenziale è ancora oggi ben testimoniato dai resti dell’originaria decorazione a fresco visibile in alcune sale. Venne fatto erigere tra il 1354 e il 1357 da Cangrande II della Scala, che in un’epoca di guerre tumultuose volle trasferire la sua corte in un sicuro maniero. Il complesso è costituito da due parti, divise dalle imponenti mura duecentesche. Alla sinistra, venendo da via Roma, è presente la Reggia degli Scaligeri, protetta da uno stretto cortile a doppio ordine di mura. Al centro svetta l’alta torre principale (Torre del Mastio) da cui si slancia sul fiume il ponte fortificato Scaligero a tre arcate, che integra il sistema difensivo del castello, costituendo un magnifico esempio di ingegneria trecentesca. Sul lato destro della struttura è presente un grande cortile di pianta rettangolare, originariamente destinato a piazza d’armi; al centro è situata una curiosa fontanella a forma di cane, simbolo scaligero di fedeltà. Varie ed alterne furono le vicissitudini del castello, spesso impiegato come fortezza. Sotto la dominazione veneziana fu destinato ad arsenale e guarnigione; durante l’occupazione napoleonica venne modificata la struttura e costruito il corpo di fabbrica lungo il fiume; con gli austriaci fu utilizzato come caserma per le truppe di occupazione.

Durante i primi decenni del novecento Castelvecchio fu sottoposto ad un primo grande restauro e trasformato in museo (inaugurato nel 1923), prestigiosa sede delle civiche raccolte d’arte che precedentemente erano conservate a Palazzo Pompei. Nel gennaio del 1944 ospitò il grande processo di Verona con il quale vennero condannati a morte Galeazzo Ciano e i gerarchi fascisti che avevano fatto deporre Benito Mussolini, e sul finire della guerra venne danneggiato dai bombardamenti degli angloamericani. Dal 1958 al 1964 la fortezza di Castelvecchio è stata oggetto di un nuovo restauro e di un riallestimento museale curato dal grande architetto veneziano Carlo Scarpa, che con il suo intervento ha portato alla luce le strutture originarie ovunque fosse possibile, liberandole dalle aggiunte ed evidenziando le stratificazioni successive. Un’opera di recupero in cui i materiali tipici della tradizione veronese, come le lastre in pietra di Prun, si alternano ai moderni acciaio e cemento, che sostengono e suturano le parti antiche. Il risultato è un “capolavoro della museografia italiana, con soluzioni validissime e imitate a molti anni di distanza” (Stefano Zuffi, Verona Guide Electa). Oggi il castello ospita la sede del Museo Civico di Castelvecchio che è una delle maggiori raccolte d’arte italiane, con pinacoteca, galleria di sculture e biblioteca d’arte aperte al pubblico. Periodicamente inoltre, al termine del normale percorso museale, vengono realizzate in sala Boggian delle interessanti esposizioni che mostrano alcune delle opere d’arte abitualmente conservate nei magazzini del castello stesso.

Fonte: verona.net/monumenti