di Massimo Montebove

huffingtonpost.it, 4 maggio 2022

L’obiettivo del progetto di Flavia Filippi è far conoscere a imprenditori, commercianti, ristoratori e piccoli artigiani, i vantaggi fiscali e contributivi previsti dalla legge Smuraglia per chi assume detenuti. Sappiamo tutti che fra i principi costituzionali in materia penale assume particolare valore l’art. 27, il quale esplicitamente afferma che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Del resto, con un pò di buon senso e un filo di ragionamento, anche a chi mette davanti le ragioni della sicurezza e della certezza della pena, rispetto alle esigenze e alle necessità dei detenuti, dovrebbe essere chiaro che una persona che sbaglia e alla quale si concede la possibilità di ricominciare, ha molte meno possibilità di tornare a commettere errori.

Lo dimostra, tra l’altro, il tasso di recidiva che in Italia non è significativamente inferiore rispetto a quello del resto dei Paesi occidentali (circa il 68%) e che scende al 19% per chi è sottoposto a misure alternative alla carcerazione ed è seguito dai servizi sociali. Il vero problema è che cosa succede alla fine della pena e come impiegare nel mercato del lavoro queste persone, molte delle quali in possesso di titoli e professionalità.

È nato così il progetto “Seconda chance”, lanciato dalla giornalista di La7 Flavia Filippi, che sta riscuotendo un successo inaspettato. Filippi, infatti, ha avviato da qualche tempo una collaborazione come volontaria col Provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Lazio, Abruzzo e Molise, Carmelo Cantone, con l’obiettivo di far conoscere a imprenditori, commercianti, ristoratori, piccoli artigiani i vantaggi fiscali e contributivi previsti dalla legge Smuraglia per chi assume detenuti.

Grazie a un impegno personale appassionato e quasi senza limiti di tempo, Flavia Filippi ha raccolto moltissime adesioni e sono già tantissime le proposte di lavoro che si sono concretizzate: aiuto cuochi, braccianti, operai, camerieri, magazzinieri, manovali, centralinisti e molto altro, con progetti che spaziano non solo nel Lazio, in Abruzzo e in Molise, ma che arrivano anche dalla Campania, dalla Toscana, dall’Umbria e da altre regioni.

Sono stati firmati pure accordi con l’Associazione italiana costruttori edili e con l’Unione artigiani italiani. Sono molte le interlocuzioni in corso anche nel settore pubblico. Una seconda chance reale, dunque. Perché troppo spesso quando si parla di rieducazione, reinserimento sociale e lavorativo dei condannati si rimane nel campo delle belle parole, delle pie intenzioni, dei convegni tra addetti e delle discussioni parlamentari. Invece in Italia abbiamo già tutto quel che serve: una Costituzione avanzata invidiata in tutto il mondo, una legge come la Smuraglia che offre opportunità importanti, tanti bravi imprenditori che guardano alla concretezza e non ai pregiudizi, persone straordinarie come Flavia Filippi che credono davvero in quello che fanno e lo fanno in maniera eccezionale.