Mascherine, bonifici online e apparati mobili: le mosse del Dap per allentare la tensione nelle carceri


Se i progetti o le intenzioni del DAP sono buoni, anche se non il massimo, dovranno sicuramente scontrarsi con la realtà fatta di burocrazia e cronica mancanza di risorse. Comunque non avendo altro mettiamo un po’ di ottimismo.


Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) – tramite una circolare emanata oggi ai direttori degli istituti penitenziari – ha dato notizia che si impegna a individuare tutte le soluzioni possibili, anche tecnologiche, per facilitare i contatti tra la popolazione detenuta ed i familiari. Per tale ragione ha consolidato con TIM un’importante partnership che consentirà di mettere a disposizione degli istituti penitenziari 1600 apparati mobili utilizzabili per le telefonate e per le videochiamate tra i ristretti e i loro familiari. Questo per sopperire al blocco dei colloqui a vista, una restrizione per evitare il contagio da coronavirus.

Nel rappresentare che la Direzione generale dei detenuti e del trattamento sta valutando l’eventualità di adottare mirata direttiva per disciplinare la ricezione e l’invio dei pacchi da parte dei detenuti, nel frattempo il Dap chiede ai Direttori degli istituti penitenziari di predisporre tutte le necessarie iniziative di competenza, al fine di favorire la possibilità per i familiari di effettuare anche bonifici online in favore dei detenuti.

Non solo. C’è il problema della poca disponibilità di mascherine per il personale penitenziario, soprattutto per gli agenti. Per questo motivo il Dap, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 15, comma 2, del decreto legge n° 18 del 17 marzo 2020, spiega che sta già impiegando il massimo sforzo e impegno in un costante e quotidiano contatto con la Protezione Civile e l’Istituto Superiore di Sanità, al fine di agevolare al massimo la produzione delle mascherine negli istituti penitenziari, utilizzando il lavoro dei detenuti che, in questo momento particolare, possono avere anche occasioni di autosostentamento. Una volta definita la procedura e raggiunti i requisiti previsti dalla normativa, la Direzione generale del personale e delle risorse, di concerto con i Provveditorati, stabilirà – si legge sempre nella circolare diramata oggi – un programma di distribuzione delle mascherine, utile a gestire e soddisfare i fabbisogni del personale.