Il Messaggero, 26 febbraio 2020

La bozza stila le procedure da seguire per evitare il diffondersi dell’epidemia all’interno delle carceri. Tutti i nuovi ingressi nelle Case circondariali italiane, minorenni compresi, saranno sottoposti ai test per il coronavirus.

“Tenuto conto delle indicazioni fornite dal ministero della Salute – si legge nel testo – le articolazioni territoriali del servizio sanitario nazionale assicurano al ministero della Giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del Covid-19, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni, con particolare riguardo ai soggetti provenienti dai comuni” inseriti nelle zone rosse, quelle in cui la presenza della mallattie è maggiore.

Prevenzione coronavirus: il punto della situazione (gnewsonline.it)

In linea con le disposizioni emanate dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile, il Ministero di via Arenula ha adottato – a partire dalla giornata di sabato – misure rivolte sia ai lavoratori del mondo dell’Amministrazione della giustizia sia agli utenti della Giustizia.

Il Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria (DOG), il Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC) e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) hanno emanato note che, basandosi sul principio della massima cautela per la tutela della salute, contengono indicazioni urgenti rivolte ai dipendenti di tutta l’Amministrazione e agli utenti della Giustizia residenti (o comunque dimoranti) nei Comuni delle zone coinvolte.

Successivamente Barbara Fabbrini, capo del DOG, ha precisato che le disposizioni citate riguardano “i soli uffici pubblici dei territori nelle zone dei Comuni indicati come zone focolai e ai soggetti ivi residenti”. Per quanto concerne, invece, gli Uffici Giudiziari Centrali che appartengono a Comuni nei quali le prescrizioni non sono state emesse, “dovrà farsi riferimento solo alla necessità di attuare gli istituti di legge a fronte delle assenze del personale amministrativo e di magistratura, agli avvocati e alle parti”. Fabbrini conclude la sua nota specificando che dovranno attenersi alle disposizioni anche quei territori che in futuro dovessero “essere interessati da ulteriori analoghi provvedimenti delle competenti Autorità volti alla prevenzione del contagio”.

In mattinata anche l’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili ha fatto proprie le disposizioni emesse da DOG, DGCM e DAP.

Peraltro, queste disposizioni erano già state annunciate dal ministro Alfonso Bonafede che, domenica, aveva dichiarato: “Stiamo predisponendo tutte le norme che attueranno il seguente principio: tutti i magistrati, avvocati, personale amministrativo, polizia penitenziaria e tutti gli operatori della giustizia residenti nei ‘comuni focolaio’ non si recheranno al lavoro nei rispettivi uffici amministrati dal ministero della Giustizia. Il medesimo discorso vale per i cittadini che devono recarsi in udienza in qualità di parti processuali o testimoni”.

Oggi in alcuni Palazzi di Giustizia sono stati adottati provvedimenti che, senza interrompere l’attività giudiziaria, hanno regolamentato lo svolgimento. Nello specifico, a Milano, si stanno tenendo udienze a “porte chiuse” limitando l’accesso all’aula alle persone strettamente necessarie e, comunque, evitando di far affluire troppe persone contemporaneamente. Stesso criterio adottato anche a Foggia.

L’UIEPE (Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna) di Emilia-Romagna e Marche ha disposto l’interdizione dall’accesso agli uffici di Bologna, Modena, Forlì e Rimini da parte dell’utenza e delle visite domiciliari, per lo stesso periodo indicato nell’ordinanza del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e del Ministro della Salute, Roberto Speranza, relativa alla chiusura per una settimana dal 23 al 29 febbraio 2020, della scuole di ogni ordine e grado e di altri luoghi pubblici. L’UIEPE della Lombardia ha comunicato che gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna della regione resteranno chiusi nelle prossime giornate di sabato fino al 28 marzo compreso. Udienze sospese al Tribunale di Piacenza.