Giornata di sensibilizzazione nelle parrocchie al mondo della pena:accoglienza di detenuti in permesso e raccolta di prodotti per l’igiene personale per chi è in difficoltà

Domenica 27 Gennaio 2019, a Verona, presso la parrocchia di Santa Maria Maddalena, si è tenuto il consueto incontro comunitario annuale con alcuni detenuti in permesso giornaliero provenienti dal carcere veronese di Montorio. È una iniziativa che prosegue con entusiasmo e impegno da parecchi anni in diverse parrocchie della provincia. La giornata, promossa in collaborazione con La Fraternità e con l’associazione Tonino Bello, prevede la partecipazione assieme ai detenuti alla Messa domenicale delle ore 11 e alla condivisione di un pranzo comunitario nella mensa parrocchiale, gentilmente preparato e servito da alcuni parrocchiani. I detenuti hanno l’opportunità di raccontare alla comunità la loro testimonianza personale: sono esperienze molto spesso tristemente dolorose, sempre toccanti, che aiutano a riflettere sulla odierna situazione carceraria e a riconsiderare il ruolo stesso dell’ambiente carcerario, se come semplice luogo di punizione e di completo isolamento o, al contrario, come una opportunità di rinascita personale e spirituale. I volontari dell’Associazione “Don Tonino Bello”, tra le altre attività, promuovono iniziative come questa giornata di accoglienza di detenuti in permesso, offrendo così l’occasione per far conoscere alla spesso ignara società la realtà del mondo carcerario in Italia e per rendere partecipe la cittadinanza dei problemi che i detenuti devono affrontare quotidianamente. In concomitanza, vengono raccolti prodotti per l’igiene personale, shampoo, dentifrici, saponi, ecc., che i volontari dell’Associazione la Fraternità provvedono a consegnare alla casa circondariale, affinché vengano distribuiti a quanti tra i detenuti, versano in gravi condizioni economiche. Hanno partecipato alla giornata anche il diacono Fabio della cappellania del carcere, e Fra Beppe, il quale da tantissimi anni presta servizio nelle carceri italiane assieme all’associazione da lui fondata “La Fraternità”. Una delle finalità di queste iniziative è cercare di arginare la diffusione di un atteggiamento che potrebbe rivelarsi uno dei più pericolosi e sottovalutati mali della società odierna: l’incurante indifferenza, spesso accompagnata da forme radicate di pregiudizio. Infatti, la difficile condizione della carcerazione troppe volte non si esaurisce con lo sconto della pena, ma continua a persistere anche all’uscita e al rientro nella società, in una sorta di “carcere” e isolamento perpetuo causato dalla diffidenza e dal timore del resto della società. In un’ottica cristiana, invece, bisognerebbe vedere nei detenuti innanzitutto delle persone che si trovano o che si sono trovate in difficoltà, nostri fratelli a cui dobbiamo prestare aiuto e soccorso. Come dunque ricordava il diacono Fabio nell’omelia della Messa, riprendendo un passo dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi, siamo tutti parte del corpo della Chiesa, tutti ugualmente importanti, ognuno con il suo ruolo, con i propri talenti e qualità, e “se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato tutte le membra gioiscono con lui”.

Ci auspichiamo che tali iniziative trovino le porte aperte di molte altre parrocchie: una domenica all’anno dedicata al mondo della pena. Chi desidera organizzarla, può farlo mettendosi in contatto con la nostra associazione: segreteria@lafraternita.it