Il presidente della camera Fico, nella sua lettera al giornale Avvenire di oggi, tra le altre cose che ha detto, per la verità molto generiche, che un tema scottante e di attualità è quello della sanità nelle nostre carceri, dove ha giustamente affermato che i detenuti hanno gli stessi diritti delle persone libere.

Ha deluso soprattutto parlando della riforma prevista nella precedente legislatura in maniera molto superficiale,  una riforma che è (sarebbe) indispensabile anche se non abbastanza coraggiosa, per un piccolo progresso sul fronte caldo del nostro sistema giudiziario.

E proprio parlando della sanità che poi fanno ancora più male queste notizie:

Si è tolto la vita nella sua cella impiccandosi la sera del 12 agosto. L’uomo, C.R., 42 anni era stato condannato a giugno dal Gup di Trieste a 8 anni di carcere col rito abbreviato per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio nell’ambito di un’inchiesta che aveva portato al suo arresto un anno fa.

Dopo la condanna, il detenuto aveva incontrato il suo avvocato, Mirko Perlino, nel carcere di Lodi. “Avevamo parlato del ricorso in appello e mi era apparso tranquillo”, ha detto il legale. L’uomo, che abitava a Milano, si era trasferito da non molto a Lodi per raggiungere la sua fidanzata. Era accusato dalla Procura di Trieste di essere attivo sulla piazza milanese nello spaccio di hashish per conto della presunta associazione a delinquere.

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