Buon compleanno, suor Alma! E non solo per gli 85 anni splendidamente portati, ma anche per i sessant’anni e più di vita religiosa in prima fila nell’ordine comboniano: prima nel Congo della guerra civile, poi nel campo non facile della scuola, infine nel carcere di Verona. Qui la storia di suor Alma si è intrecciata con quella della Fraternità, in un’intesa profonda di intenti, di stile, di affetti. Per questo nel pomeriggio di venerdì 8 giugno un gruppo piccolo, ma rappresentativo di tutti i soci della nostra associazione si è ritrovato nell’Istituto delle Suore Comboniane di Arco per festeggiare con lei questa importante tappa del suo cammino, che ci auguriamo ancora lungo.

L’incontro è iniziato nella cappella dell’Istituto con un momento di preghiera che ha avuto la caratteristica impronta che suor Alma era solita dare agli incontri di spiritualità con i detenuti: il salmo 117 che celebra l’amore misericordioso di Dio, nella versione attualizzata di don Sergio Carrarini, è stato letto in modo lento, pausato, per favorire una profonda comprensione e assimilazione del testo. E’ seguita poi la lettura di un testo elaborato dai detenuti che hanno partecipato quest’anno al progetto Intercultura, sul tema della cittadinanza, “la sfida dell’incontro”: “La città non la fanno i muri, ma le relazioni. Siamo cittadini se ci incontriamo…Fare la città è come innaffiare il fiore e farlo crescere…L’importante non è solo amare, ma anche farsi amare, fare il bene…Ciascuno deve avere curiosità verso la cultura dell’altro…”. Sono parole che hanno acquistato un senso ancora più pieno in questa occasione di festa per suor Alma, che questi insegnamenti li ha calati nell’arco di tutta la sua vita. La sosta in chiesa si è conclusa con un intervento di fra Beppe, che ha ricordato il suo incontro con suor Alma e sintetizzato il senso della sua testimonianza in carcere in una parola chiave: ascolto, sinonimo di accoglienza e premessa di ogni relazione significativa e orientata al cambiamento.

Dopo la preghiera ci siamo spostati in una sala dell’Istituto, preparata per la festa, anche con i dolci di Emanuela e Silvana. Qui Maurizio Malvestio ha consegnato a suor Alma  il regalo che la Fraternità ha voluto farle: un piccolo libro dedicato alle diverse tappe della missione di suor Alma, con particolare riguardo alla sua esperienza in carcere. Nella bella veste grafica che le ha dato il nostro socio Bruno Conati, la copertina porta la foto di suor Alma con le mani aperte in un gesto di accoglienza e il titolo: “Voglio essere un dono. Dall’Africa al carcere per lodare ad ogni alba la nuova luce”.  Nel libro sono stati raccolti testi di varia natura che, insieme, dipingono un ritratto completo di questa nostra piccola grande sorella: dalle testimonianze di fra Beppe e di Roberto Sandrini a quelle dei detenuti che l’hanno conosciuta e apprezzata, dalla sua biografia a uno scritto sul carcere della stessa suor Alma, denso di riflessioni e preziosi insegnamenti per chi esercita l’impegnativo volontariato carcerario. La parte più ampia del libro è costituita dall’intervista che, in più tempi, Maurizio Malvestio ha fatto a suor Alma: persone, relazioni, episodi tristi o lieti, gesti piccoli ma carichi di significato, voci e sguardi, scorrono nelle parole vivaci e intense di suor Alma che rivive il passato con immutata tensione intellettuale ed emotiva insieme.

Suor Alma ha molto gradito il regalo e ha ringraziato tutti i soci della Fraternità che, come ha tenuto a ribadire, considera la sua seconda famiglia. Il dono che abbiamo fatto a suor Alma è allo stesso tempo un dono prezioso per la nostra associazione, per fare memoria di un pezzo della nostra storia e per alimentare la consapevolezza e l’attenzione che il volontariato in carcere sempre ci richiede.

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