Cose che succedono a Belluno. Venerdì scorso (21 aprile) fra Beppe è tornato carico ed emozionato; aveva passato una giornata d’ascolto tra i detenuti del carcere di Belluno, e con lui fra Davide e altri. Ma più di tutto l’aveva colpito che anche il Vescovo mons. Marangoni, dopo aver partecipato all’iniziativa, era uscito a passeggio per la città accompagnando due detenuti in permesso.

Riportiamo integralmente gli articoli, i filmati e le foto del quotidiano locale Corriere delle Alpi:

16-4-17 – Vescovo e sacerdoti in visita ai carcerati poi il ritorno con loro
Il vescovo di Belluno, Renato Marangoni, incontra i carcerati. È previsto per venerdì alle 9.30 l’incontro curato dalla Diocesi, presente una quindicina di sacerdoti bellunesi che insieme con il vescovo andrà in carcere per una mattinata di ascolto. I sacerdoti e il Vescovo si fermeranno per dialogare con i detenuti in tutte le sezioni e consumare il pranzo in cella con loro. Alle 14 alcuni ospiti di Baldenich accompagneranno il Vescovo a casa in via San Lucano. Il Vescovo, con i detenuti che lo accompagnano, vuole fare il percorso a piedi. Attorno alle 14.15, davanti al Duomo, i volontari del carcere «Gruppo francescano» con i sacerdoti, e le ditte fornitrici di lavoro in carcere, il Centro per la formazione degli adulti ed ex detenuti aspetteranno il Vescovo per entrare insieme in Vescovado, ove la «San Vincenzo» preparerà un rinfresco.
L’iniziativa del Vescovo e dei sacerdoti bellunesi (come si legge in una nota sul portale della Diocesi) prende le mosse da altre iniziative: una prima «Missione» in carcere della parrocchia di Sedico, poi, nel 2016, sulla spinta del parroco di Belluno – Mussoi, padre Lanfranco Dalla Rizza, una seconda «Missione». «Da quel momento è maturata una fecondità di rapporti, di solidarietà, di bene condiviso. È scaturita un’azione di sensibilizzazione visibilità maggiore alla realtà carceraria locale».

19-4-17 – Vescovo e sacerdoti entrano in carcere – Venerdì la visita, poi monsignor Marangoni tornerà a piedi accompagnato da due detenuti
La speranza per il futuro può essere portata anche all’interno del carcere. E i detenuti possono incontrare il tessuto sociale e il territorio, grazie a una proposta educativa che coinvolge aziende, mondo del volontariato, realtà parrocchiali, associazioni e scuola. Il carcere di Baldenich ha avviato una serie di iniziative volte a rendere la struttura “permeabile”, suscettibile di rapporti con la realtà esterna. E in questa direzione si muove l’appuntamento di venerdì, quando il vescovo Renato Marangoni, con una quindicina di parroci e sacerdoti della città, incontrerà i detenuti.
«Il vescovo arriverà in carcere alle 9.30. Sarà una giornata di ascolto. I sacerdoti missionari si fermeranno per dialogare con i detenuti in tutte le sezioni e per pranzare in cella con loro», spiega Tiziana Paolini, direttore della casa circondariale di Baldenich. «Il tutto continuerà fino alle 14. A quell’ora due detenuti che già usufruiscono da tempo di permesso premio accompagneranno il vescovo a casa in episcopio. Il percorso, su richiesta dello stesso Marangoni, verrà fatto a piedi, con la partecipazione dei volontari che si renderanno disponibili».
E in Vescovado ci sarà un semplice rinfresco preparato dalla San Vicenzo de’ Paoli per i volontari del gruppo “Amici di San Francesco”, sacerdoti, rappresentanti delle ditte che forniscono lavoro in carcere, Centro per la formazione degli adulti ed ex detenuti. «Quella di venerdì è una delle tante iniziative che vedono aprirsi il carcere alla realtà esterna», dice ancora la Paolini. «La collaborazione con diversi enti e associazioni sta dando i suoi frutti», fa eco padre Olindo Donolato, cappellano della casa circondariale. «È importante capire che il valore sono le persone e le loro relazioni».
E un esempio emblematico della nuova mentalità nata a Baldenich è fornita da “Esodo”, un progetto avviato nel 2011 dalla Fondazione Cariverona e alla cui organizzazione sono state delegate le Caritas diocesane di Belluno-Feltre, Vicenza e Verona. «A Belluno, e questa è la nostra peculiarità, siamo riusciti a dotare il carcere sia di aule per la formazione che di spazi per il lavoro», fa presente Ennio Colferai della Fondazione “Esodo”. «Sono nove le aziende che forniscono lavoro ai detenuti: Unifarco, Bieffe, Bortoluzzi Sistemi, Cafiero, Fedon, Da Rold, Elettroplast, Redelè, Tecno assembly. Aziende che si stanno muovendo in modo autonomo. E, allo stato attuale, più del 70% dei carcerati sta svolgendo un’attività lavorativa».
“Esodo” estende la propria attività, con l’aiuto di una decina di cooperative, anche a chi è sottoposto a misure alternative alla detenzione. «Lo scorso anno sono state 576 le persone seguite dall’Ufficio locale per l’esecuzione penale esterna», mette in risalto Emilio Guerra, garante per i diritti dei detenuti. «Quello che si sta portando avanti a Baldenich, d’altro canto, è un cammino verso gli Stati generali dell’esecuzione penale, che portano a ragionare su una pena riparativa e non punitiva». (m.r.)

21-4-17 – Guarda il video: http://video.gelocal.it/corrierealpi/locale/il-vescovo-di-belluno-in-passeggiata-con-i-detenuti/71150/71584?ref=search

Guarda le foto: http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/foto-e-video/2017/04/21/fotogalleria/il-vescovo-a-spasso-per-il-centro-con-due-detenuti-1.15227697?ref=search#1

22-4-17 – Vescovo e detenuti attraversano Belluno – Davide e Renata lasciano il carcere per alcune ore con monsignor Marangoni e altri religiosi per fare festa in Vescovado – Il vescovo di Belluno, monsignor Renato Marangoni, ha incontrato i detenuti del carcere di Baldenich passeggiando con loro per le vie della città: «Incontro molto accogliente».

Per la prima volta il carcere è uscito dai suoi confini per incontrare la comunità bellunese, in una passeggiata di speranza e di fraternità. Un evento “straordinario” che si è svolto ieri pomeriggio per volontà della diocesi di Belluno-Feltre, dei vertici della casa circondariale e delle associazioni e degli enti che collaborano con il carcere.
Una quindicina di persone (non c’erano forze dell’ordine ad accompagnare il gruppo) capitanate dal vescovo Renato Marangoni e dalla direttrice del carcere Tiziana Paolini, insieme con il comandante della polizia penitenziaria Domenico Panatta, con i padri Lanfranco, Olindo (quest’ultimo uno degli artefici di questo evento), con alcuni frati minori del convento di San Bernardino di Verona e soprattutto con i due detenuti Davide e Renata, ha attraversato i quartieri di Baldenich e Borgo Pra, poco dopo le 14 per poi sbucare in via Roma e da qui arrivare davanti al teatro comunale. Qui, ad attenderli, c’erano alcuni dei volontari di Caritas, della San Vincenzo e del gruppo francescano che collaborano con la casa circondariale. Una passeggiata tra amici, questa la sensazione per chi guardava da fuori questo allegro gruppo dove i volti erano sorridenti, distesi, tranquilli.

Una passeggiata che ha concluso una mattinata passata dai religiosi all’interno delle pareti del carcere per incontrare i detenuti e portare la speranza di poter cambiare le loro vite. Detenuti di tutte le nazionalità e culture. «Quando ho dato la benedizione, c’erano anche dei musulmani ma io ho detto che o il dio è il dio di tutti o non è neanche dio e tutti hanno applaudito», commenta il vescovo che poi aggiunge: «È stata una giornata che non si riesce a descrivere, la portiamo nel cuore e auspichiamo di avere altri momenti per stare insieme in un percorso che ci apre al futuro. Sono stati momenti vissuti tra amici», ha continuato, «è stata un’esperienza rigenerante. Anche il carcere può essere visto come un luogo rigenerante perché può indicare il futuro di cui riappropriarsi, accettando gli altri e aiutandoci a vicenda». Sereni e felici anche i due detenuti Davide e Renata, già abituati ad uscire da quelle celle, potendo usufruire da qualche tempo di permessi premio. Un’esperienza importante anche per loro che hanno potuto pregustare la gioia della libertà. Ad accompagnarli c’erano altri ragazzi usciti dal carcere e ora inseriti in comunità. «Questa uscita è una novità assoluta», dice la direttrice Paolini, «per la quale ci siamo preparati da qualche tempo». E con loro anche gli stessi detenuti che hanno rimesso a nuovo le loro celle per accogliere gli ospiti a cui hanno offerto il pranzo. Cibi tipici, visto che all’interno della casa circondariale convivono persone di diversi Paesi. «Mi sono sentito a casa», ha commentato padre Davide dei frati minori di Verona. «I detenuti hanno ripulito le loro celle, e io mi sono sentito come in una famiglia che ti fa festa. Hanno potuto aprire i loro cuori, facendo uscire pensieri profondi ma anche la rabbia, come è normale. Ho pranzato con tre albanesi e un serbo: mi hanno offerto i loro piatti tipici. E anche per loro è stato bello sperimentare la possibilità di incontrare qualcuno e mangiare in cella con le porte aperte. È stata una bella esperienza».

Dopo aver incontrato i volontari delle varie associazioni, il gruppo è giunto in cattedrale dove il vescovo ha ricordato come Gesù dopo la risurrezione abbia condiviso il pane e i pesci con i suoi discepoli increduli.
«Oggi in carcere abbiamo ricevuto ben più del pane e dei pesci, abbiamo ottenuto un percorso da fare insieme, da condividere per guardare avanti, dando il meglio di sé». E dopo la preghiera e la benedizione tutti sono stati accolti per un rinfresco in Vescovado.

Guarda il video: http://video.gelocal.it/corrierealpi/locale/il-vescovo-di-belluno-e-i-detenuti-incontro-accogliente/71151/71585?ref=search

 

Print Friendly, PDF & Email