Sul sito del Ministero della Giustizia (https://www.giustizia.it/giustizia/it/homepage.wp) seguiamo il percorso “Itinerari a tema” – “Carcere e probation” – “Schede istituti penitenziari” e qui apriamo il menù a tendina per selezionare l’istituto “VERONA – Casa circondariale” e clicchiamo “Vai alla scheda”. Si apre la pagine “Schede trasparenza istituti penitenziari – 2017”, “VERONA Montorio – Casa circondariale”. Cioè questa: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_data_view.wp?liveUid=2014DAPCARD&Nome=UFF56956 .

Trasparenza? Molto apprezzabile l’idea ministeriale di presentare tutto quello che si fa in ogni carcere, ma in questa scheda veronese troviamo un po’ troppe omissioni a senso unico. La Fraternità sembra non esistere, se non per il Centro d’ascolto Domenico che è citato senza il suo nome, con uno sbaglio di senso e uno di ortografia: “Centro d’ascolto in Faternità“.

Poi, tra le attività scolastiche non è citata la scuola interna che con la dedizione di oltre venti insegnanti volontari prepara gli iscritti in collegamento col liceo Mondin e con l’Università. Non risulta nella scheda che abbiamo detenuti studenti liceali e universitari.

Tra le attività culturali non figura il gruppo di Intercultura che riunisce persone di varia provenienza e periodicamente racconta l’andamento degli incontri con relazioni che sempre pubblichiamo: http://www.lafraternita.it/2016/12/progetto-intercultura/.

Non troviamo poi l’importante contributo dei volontari di Fraternità ai colloqui con i nuovi giunti.

Non troviamo cenno alla consistente attività di interviste e inserimento in banca dati in vista di una ricerca di lavoro per i detenuti non lontani dal fine pena, svolta in collaborazione tra Patronato Acli e Fraternità nel progetto Sprigiona Lavoro, adempiendo ad un compito che recenti disposizioni assegnerebbero all’Istituzione.

Non sono menzionati i colloqui di sostegno che i volontari di Fraternità svolgono con le persone che lo chiedono.

E nemmeno il sostegno materiale, consistente nella raccolta di prodotti d’igiene per il magazzino del carcere, e il sostegno economico, grazie alla disponibilità di fondi attinti dall’8 per mille alla Chiesa cattolica, ai molti detenuti completamente privi di denaro.

Come si spiegano tutte queste omissioni in una scheda che vorrebbe rappresentare una visione trasparente della realtà del carcere?

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