Il progetto Intercultura ha riaperto i cantieri di lavoro in carcere dopo due anni di sospensione.

L’idea viene da lontano. Alla fine degli anni ‘90 una socia della Fraternità, Silvana Pozzerle, notò che in carcere nessuno si occupava degli stranieri, che già allora cominciavano a diventare numerosi, e che erano i più bisognosi, visto che non conoscono la lingua, le leggi, i diritti e spesso non hanno alcun appoggio famigliare fuori dal carcere, rimanendo ancor più isolati degli altri detenuti.

Da qui nasce l’idea del progetto, per dare sostegno e favorire l’inserimento dei detenuti stranieri. Silvana, purtroppo ci ha lasciato un anno fa, ma l’iniziativa continua.

Lo scopo del progetto è anzitutto fare incontrare italiani e stranieri in un clima di comunicazione, in modo che i diversi mondi si possano conoscere, capire ed eventualmente apprezzare andando oltre il gioco dell’esclusione, della sopravvalutazione della propria cultura, se non addirittura di un certo razzismo.

Le attività proposte durante gli incontri vogliono creare uno spazio di discussione su temi che riguardano sia i diversi aspetti della vita che ci accomunano, sia ciò che caratterizza la propria cultura in senso ampio; uno spazio di ascolto, di non giudizio in cui ciascuno possa esprimere i propri vissuti e arricchirsi con quelli altrui. Ci si propone di fare in modo che ciascuno possa individuare e prendere coscienza dei valori e delle ricchezze che si porta dentro e, attraverso la narrazione di sé, possa condividere con gli altri in un clima di parità e di apprezzamento reciproco.

Mettere al centro il positivo e facilitare lo scambio è cosa particolarmente utile in carcere, dove tutto tende a rafforzare un’immagine di se stesso prevalentemente negativa.

Così si creano momenti di “normalità umana” che nel contesto del carcere sono preziosi e non frequenti. Le tematiche, infatti, che costituiscono il filo conduttore degli incontri vengono individuate in dimensioni legate all’esperienza vissuta concretamente da ciascuno: il desiderio di essere felici, la bellezza insita nelle cose e in ciascun essere vivente, la relazione di amore, la pace e l’equilibrio interiore, il viaggio come cifra della condizione umana, ecc.

Quest’anno, rispondendo ai cambiamenti recentemente avvenuti nella popolazione carceraria, si sono proposti moduli più brevi e flessibili, ripetibili nel tempo.

Il tema scelto per l’anno 2015-16 è: Un viaggio per le strade della felicità: racconti e incontri tra culture diverse.

Vedi il progetto presentato nel 2015

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Scarica la dispensa del corso di Intercultura di aprile-maggio 2016

Scarica la dispensa del corso di Intercultura di marzo 2016

Scarica la dispensa del corso di Intercultura di gennaio-febbraio 2016

Scarica la dispensa del corso di Intercultura di dicembre 2015

Scarica la dispensa del corso di Intercultura di febbraio-aprile 2013

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Scarica la dispensa del corso di Intercultura di gennaio-aprile 2012

Scarica la dispensa del corso di Intercultura di ottobre-dicembre 2011

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Scarica la dispensa del corso di Intercultura ottobre-dicembre 2010

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