Un’intera pagina del settimanale diocesano “Verona fedele” dedicata all’ascolto di don Paolo Dal Fior (sarebbe Monsignor, ma per noi resta don), parroco di Santa Maria in Stelle e per molti anni cappellano del carcere di Verona, ancora impegnato nella cappellania.

Tra noi non c’è bisogno di ricordare il segno che ha lasciato su quanti lo conoscono o l’hanno incontrato. Quando ha raccolto la sua esperienza di cappellano in un breve testo “…perché nulla vada perduto”, richiamandosi alla raccolta dei pani (il pane dell’accoglienza, della fede, della corresponsabilità, del perdono, della condivisione), la Fraternità insieme al Centro Missionario Diocesano ha pensato di pubblicarla in un libro tutto sul tema della ricerca spirituale in carcere e nel mondo della pena: “Il carcere del pane azzimo”.

“Verona fedele” ha scelto di farlo conoscere ad un pubblico più vasto, che spesso è accompagnato da cattiva informazione e pregiudizi. Speriamo così che le parole di don Paolo aiutino a capire la necessità dell’ascolto prima di ogni opinione od iniziativa, e che chiunque, indipendentemente dalla sua condizione e dai suoi sbagli, è prima di tutto una persona, dotata di dignità, diritti, coscienza per quanto offuscata, possibilità di cambiamento.

Leggi l’articolo di Verona fedele del 7-8-16: “Detenuti, cattivi, reietti… ma ricordiamoci: persone”