Non sappiamo quanti, dei nove detenuti e circa altrettanti volontari in visita serale alla Gran Guardia grazie all’iniziativa della Garante Margherita Forestan, si aspettassero un Paolo Veronese così: un’esplosione di colori, di invenzioni, di ironia, di messaggi ancora moderni e per niente conformisti.

Ma se le aspettative sono state felicemente sconvolte, il merito non è tutto del pittore. Due accompagnatori d’eccezione hanno guidato il gruppo alla scoperta sia dell’edificio contenitore sia della mostra ospitata.

L’architetto Luigi Calcagni, nostro socio, in continuità con le vivacissime lezioni che tiene in carcere, ha presentato la Gran Guardia come nessun altro avrebbe potuto, perché “l’ha fatta lui”, cioè ha progettato e diretto lui la grandiosa opera di restauro, rifacimento, integrazione conclusa nel 2000.

Sua moglie Annamaria Conforti ha illuminato i quadri come dall’interno, “come se lei stessa ne fosse parte”, ha osservato Margherita Forestan. Ha guidato il gruppo facendo cogliere significati e particolari con una vastità di conoscenze pari solo alla simpatia della comunicazione.

Dopo questa gioia, dopo essere andati a mangiare qualcosa, prima che le auto dei volontari si trasformino in zucche, s’è dovuto rientrare a Montorio.

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