E’ sufficiente prendere a cuore le vicende di una persona, la sua storia, le sue speranze, i suoi cambiamenti, per sbattere la testa da tutte le parti contro spigoli, e per fortuna qualche volta anche cuscini, che ci avvolgono. Da soli praticamente non esistiamo o siamo in realtà fortemente condizionati da pesi negativi. Ogni passo richiede non solo di spostare la gamba, ma di mettere in movimento tutto un sistema di relazioni.

La legge dice che scopo della pena è la rieducazione del condannato, la sua integrazione rispettosa nella comunità. E già questo sarebbe un terremoto per chi pensa che la pena sia una vendetta, più efficace se fa più male e nega più diritti. I diritti, appunto, quali devono valere anche per chi è chiuso in carcere? E perché proprio in carcere? Possibile che non ci siano altri modi per riparare alla commissione di un reato? Modi che diano qualcosa soprattutto a chi ha sofferto, alle vittime, alla società vittima. E anche ai familiari innocenti di chi è colpevole.

Per formarsi un’opinione sul carcere e sulle pene bisognerebbe conoscere la vita quotidiana, le celle, gli altri ambienti, il personale che vi opera per lavoro o per volontariato, le leggi che lo regolano e se vengono o no rispettate. Bisognerebbe anche sapere chi sono le persone che finiscono in quella strettoia, perché, da dove provenivano, per scoprire le grandi categorie di povertà come le tossicodipendenze, l’immigrazione, la miseria economica, la debolezza psichica. Viene anche da chiedersi se oggi i reati sono trattati secondo un’etica che condividiamo, o se ce ne sono di forse più gravi ma meno considerati, perché tipicamente opera di persone ricche e potenti.

Cosa fare allora per vivere tutti in maggior sicurezza, con meno reati? Noi diciamo che, per esempio, si potrebbero potenziare i servizi di assistenza, anche preventivi, e certamente quelli successivi di aiuto all’inserimento lavorativo e sociale. Ma forse, più importante di tutto, è l’educazione dei cittadini, tanto più efficace quanto prima interviene. Non per insegnare a non trasgredire, come se ci aspettassimo il contrario. Ma per testimoniare e dare esperienze di come si vivrebbe tutti meglio nella solidarietà. Di come l’altro, il compagno di banco, di gioco, di parrocchia, può essere aiutato; di non restare indifferenti alle sue difficoltà. Per ragionare sul fatto che la legge, con tutti i suoi difetti che bisogna cambiare, resta la difesa principale, l’unica sicurezza per i più deboli; non basta quindi osservarla, bisogna pretendere che lo facciano anche gli altri; e pretendere che le sanzioni siano utili, producano a loro volta educazione e riparazione, non siano dettate da istinti di scarsa consapevolezza e dagli interessi politici che li rappresentano.

 

E’ per questo che la Fraternità è sempre disponibile, contenta per ogni opportunità di intervento nelle scuole, purché sia garantito un clima di attenzione e dialogo. Oltre alla presenza e al racconto dei volontari, ha cercato di preparare ulteriori strumenti per facilitare la comunicazione. Ne diamo un elenco:

– I detenuti di Montorio hanno costruito una cella identica, nelle misure e negli arredi, all’originale. Può essere trasportata e montata ovunque, ma almeno per alcuni giorni consecutivi. Per altre informazioni vedi http://www.lafraternita.it/2014/05/la-cella-nelle-piazze/.

“L’immagine riflessa” è un percorso didattico di grandi pannelli con immagini  e testi, pensato per gli adolescenti. Suggerisce un confronto tra alcune loro frequenti difficoltà, stati d’animo, emozioni, e quello che può provare una persona detenuta; una seconda parte del percorso dà informazioni e considerazioni sulla pena. E’ un percorso impegnativo che non può esaurirsi in una lettura ma richiede un seguito di approfondimenti in classe. Vedi altre informazioni in http://www.lafraternita.it/2007/10/limmagine-riflessa/. Leggi i testi dei pannelli.

– In collaborazione col CTG abbiamo pubblicato un volume di ricerca sui luoghi di Verona importanti nella storia delle pene, completato da una mappa dettagliata. Per altre informazioni sul libro vedi http://www.lafraternita.it/2008/02/carceri-e-pene-nella-storia-di-verona/, sulla mappa vedi http://www.lafraternita.it/2010/10/una-mappa-delle-carceri-veronesi-2/ Possiamo accompagnare i ragazzi in visite guidate su percorsi che toccano alcuni di questi luoghi.

– Un’altra pubblicazione, Cattivi e buoni ragazzi, che regaliamo volentieri agli insegnanti interessati, raccoglie e racconta un anno di interventi scolastici effettuati dalla Fraternità e dalle associazioni Granello di senape (Ristretti orizzonti) e Progetto carcere 663. Vedi qualche informazione in http://www.lafraternita.it/2011/04/cattivi-e-buoni-ragazzi/.

– Recentemente abbiamo prodotto due DVD Raccontamela giusta – attorno al carcere, il secondo col sottotitolo Mi sto ricostruendo, che contengono numerosi filmati, tra i quali si possono scegliere i temi della vita in carcere, delle attività dei volontari, dei familiari dei detenuti, del reinserimento socio-lavorativo, dei diritti, con riprese dirette, interviste, testimonianze. La proiezione di qualche filmato rappresenta spesso un’introduzione stimolante degli incontri.

– Un pittore che collabora con la Fraternità e che è stato per un certo tempo detenuto nel carcere di Montorio accompagna la sua testimonianza con un percorso di quadri raggruppati per temi: prima del carcere e perché le devianze, l’impatto dell’ingresso, la vita interna, il faticoso successivo ritorno alla normalità.

– Ogni anno, di solito tra ottobre e novembre, allestiamo una mostra dei quadri dipinti durante il corso di pittura nel carcere di Montorio. Progressivamente la mostra “Tramurales” si è trasformata in un intenso rapporto tra la città e il mondo della pena in molti suoi aspetti: non solo quadri, dunque, ma anche prodotti d’artigianato della sezione femminile, oggetti e testimonianze di altri corsi, dibattiti a tema con relatori di grande rilievo, pubblicazioni e materiali informativi della Fraternità, la cella ricostruita, il percorso de “L’immagine riflessa”, volontari sempre a disposizione per accompagnamento, spiegazioni, risposte. Le scuole sono destinatarie privilegiate di questa offerta, basti dire che lo scorso anno abbiamo avuto la gradita visita di 38 classi (vedi http://www.lafraternita.it/2013/12/tramurales-sempre-alla-gran-guardia/). Per quest’anno comunicheremo al più presto il luogo e la data di Tramurales e aspettiamo che le scuole confermino la loro partecipazione.

– Una data certa è invece il 15 novembre, da un anno ormai affermata giornata nazionale “A scuola di libertà”. In tutta Italia le scuole concentrano le loro iniziative sui temi della pena con riferimento a quel giorno, anche se non necessariamente proprio in quel giorno. Le iniziative possono essere le più diverse, concordate con le associazioni del luogo. A Verona è la Fraternità a proporsi come centro di coordinamento al quale le scuole interessate possono rivolgersi. Sull’esperienza del 15 novembre 2013 vedi http://www.lafraternita.it/2013/11/piu-di-seicento-ragazzi-veronesi-a-scuola-di-liberta/.

 

La Fraternità partecipa ai progetti di coordinamento e di rete per portare nelle scuole l’offerta delle molte associazioni che, oltre alla propria specifica attività, si sentono responsabili di un impegno educativo. I tre progetti veronesi sono:

“I ragazzi alla scoperta di Verona” – E’ un’iniziativa del Comune di Verona, presentata ogni anno durante la “Giornata della didattica”. Le offerte formative extracurricolari sono raccolte in un volume. Sul portale del Comune https://portale.comune.verona.it/nqcontent.cfm?a_id=9271 si trovano tutte le informazioni. L’intero volume per l’anno scolastico 2014-15 è consultabile alla pagina https://portale.comune.verona.it/media/_ComVR/Cdr/Istruzione/Allegati/Scoperta_Verona.pdf. Le proposte della Fraternità si trovano a pag. 252 nell’area tematica “Valorizziamo le differenze” col titolo “Raccontamela giusta”. Ne riportiamo qui un estratto, che rappresenta sostanzialmente la possibile articolazione dei nostri interventi in questo come in ogni altro progetto o rapporto scolastico.

“A scuola ho un nuovo compagno: il volontariato” – E’ un’iniziativa dell’Istituto Comprensivo Stadio – Borgo Milano, che offre alle scuola la disponibilità di numerose associazioni, non solo per spiegare in classe i temi, le ragioni, i modi del loro impegno, ma anche per far fare ai ragazzi un’esperienza diretta, una “piena immersione” nel mondo della solidarietà. A conclusione dell’anno scolastico le attività più significative sono raccontate o rappresentate, anche in forma di spettacolo, in una manifestazione alla Gran Guardia. Per altre informazioni e documentazione vedi http://lnx.icstadio.it/joomla_vecchio/progetti/.

“Volo tra i banchi” – E’ un’iniziativa del CSV (Centro servizio per il volontariato della provincia di Verona) rivolta ad ogni ordine di scuole, dall’infanzia alle superiori, che hanno la possibilità di scegliere tra percorsi proposti dalle singole associazioni di volontariato, quelli tra più associazioni proposti dallo stesso CSV, oppure di costruire un percorso nuovo secondo le esigenze delle classi. Le proposte delle molte associazioni, ripartite per tematica su diversi aspetti della solidarietà, sono raccolte in schede riassuntive. La Fraternità partecipa con tre schede per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Per altre informazioni e per scaricare l’opuscolo e le schede, vedi http://www.csv.verona.it/notizie-dal-csv/1746-a-scuola-con-le-associazioni-2014-2015.html.

 

 

 

 

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