Come suggerisce il titolo “Il bello che è in noi… nello specchio di grandi capolavori della pittura”, questo progetto, svoltosi all’interno del carcere di Montorio, nasce con l’obbiettivo di aiutare i partecipanti a ritrovare il “bello” e il “buono” che è in ciascuno di loro per riconciliarsi con la propria storia, favorire la comunicazione e la conoscenza dell’altro attraverso l’ascolto, il rispetto e l’accoglienza delle diversità.

 

Il programma, svoltosi in un ciclo di 8 incontri dal 9 aprile al 21 maggio 2013 in un’aula apposita presso la Casa Circondariale di Montorio, prevedeva una fase proiettiva; una fase analitica divisa in quattro punti: il bello di esistere, il bello di sperare, il bello di amare e il bello di credere, sviluppati osservando due quadri per ogni punto; e un’ultima fase espressiva: durante la settimana ogni partecipante esprimeva una bellezza che si impegnava a vivere nel proprio ambiente e con le persone vicine.

 

Un partecipante ha fornito l’immagine dell’angelo in cella: “Alcuni anni fa avevo incontrato un ragazzo in carcere; sua madre era morta per un tumore da quattro anni e lui non riusciva più a ricordarla, nemmeno a sognarla. Io l’ho aiutato a credere e a pregare per poter far tornare sua madre nel suo cuore. Poi davvero è successa questa cosa..io so di avergli donato qualcosa che gli resterà dentro. So che sono stato come un angelo per lui”.

 

 

Un altro partecipante ha affermato: “Una cosa bella che si può sperimentare qui in carcere è il poter fare percorsi di formazione come questo che abbiamo fatto (intercultura). Impegnarsi a partecipare a queste iniziative è importante, perché questo ci insegna a pensare e ad aumentare le conoscenze (come anche leggere i libri)”.

 

Sembrano dunque pienamente raggiunti gli obbiettivi del corso, tra cui quello di dare voce “narrante” alla parte migliore di ciascuno, con l’aiuto delle opere di grandi pittori, perché come diceva Wassily Kandinsky “La pittura è un’arte, nel suo complesso, non è una inutile creazione di oggetti che si perdono nel vuoto, ma una potenza che ha come fine quello di servire all’evoluzione e al miglioramento dell’animo umano”.

In allegato la scheda del progetto: Il bello che è in noi e la scheda del VII incontro: VII incontro

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