La milonga nasce come danza popolare argentina dall’ unione di balli creoli, africani, brasiliani, europei e cubani, ma indica anche il luogo dove le persone si riuniscono a ballare questa danza.

Quando ci si aspetta che, ogni volta che si va a ballare, si realizzi la magia dell’incontro e non la perfezione di una coreografia costruita, ciò che si cerca è la milonga

Da qui prende il nome la cooperativa sociale Milonga, un nome che racchiude in sé il desiderio di accoglienza e di ritrovo, che nasce nel 2005 con lo scopo di favorire l’integrazione occupazionale di persone che si trovano in una situazione di disagio.

 

Milonga, nata come cooperativa di tipo B (senza scopo di lucro), ha cominciato la sua attività cercando lavoro a persone tossicodipendenti per poi aprirsi a tutti coloro che vivono una situazione difficoltosa, tra cui gli ex detenuti.

Grazie al sostegno dell’U.E.P.E. e di altre associazioni sono stati possibili parecchi inserimenti lavorativi, tanti iniziati come tirocini per poi diventare assunzioni a tempo indeterminato.

I settori in cui opera Milonga sono svariati, dalla manutenzione del verde alla piccola manutenzione edile alle pulizie generali, offrendo non solo opportunità di lavoro a persone con disabilità fisiche e psichiche, ma anche sostegno occupazionale a soggetti in mobilità.

 

Oggi Milonga sta compiendo alcuni passi per l’ottenimento della qualifica di cooperativa plurima grazie alle attività che si sono aggiunte negli anni, come il progetto “L’ojo dei butei”, un progetto che nasce da una riflessione che coinvolge sia gli obiettivi di Milonga sia il contesto economico e sociale in cui si trova ad agire: il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e/o disagiati non può risolversi meramente nell’offerta di un impiego ma deve entrare a fare parte di un percorso di recupero che stimoli la volontà di intraprendere un nuovo cammino di vita.

 

Luis Allega, Cesare Lavarini e Giovanni Barin, soci della cooperativa, ci raccontano però di come sia difficile oggi il reinserimento lavorativo in particolare perché sembra che le persone stiano perdendo il messaggio della cooperativa sociale che da lavoro, oltre al fatto che sta perdendo valore il lavoro in sé.

Tutto questo i soci di Milonga lo riscontrano ogni giorno, anche attraverso lo scarso aiuto che ricevono dall’esterno, dall’ULSS al Comune di Verona.

 

Per far fronte a questo la cooperativa sta cercando di allargare i suoi progetti e nel corso del 2014 metterà la sua esperienza e le sue competenze al servizio del Progetto Esodo che promuove percorsi di inclusione socio-lavorativa a favore di persone detenute ed ex detenute.

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