Giovedì 21 novembre il radicali manifesteranno anche davanti al carcere di Verona.

Un provvedimento di amnistia e indulto dovrebbe intervenire per sanare le situazioni precedenti, dopo l’adozione di riforme assolutamente necessarie per riportare la popolazione detenuta nei limiti compatibili con gli spazi, con la possibilità di un trattamento risocializzante e più ancora con l’idea che ci possono essere molte alternative più efficaci rispetto al solo ricorso alla carcerazione.

Ma l’insensibilità, l’incomprensione e l’inerzia delle forze politiche sono sconvolgenti. Stiamo andando incontro, ad occhi bendati, al muro della scadenza imposta dalla Corte europea dei diritti umani.

Riportiamo, senza necessariamente condividerlo in tutto, il comunicato diffuso dalla segreteria dei radicali.

Carceri di Vicenza e Verona:  giovedì 21 nov. dalle 11,00 alle 15,00

Amnistia e stato di diritto, presidio dei Radicali davanti alle carceri italiane per una battaglia che ha i giorni contati.

Entro il 28 maggio 2014, infatti, l’Italia deve porre rimedio all’attuale sovraffollamento carcerario, una condizione di gravissima emergenza che si è trasformata in un fenomeno di illegalità permanente. I giudici europei chiamano in causa l’Italia per la violazione dell’art. 3 della Corte europea dei diritti dell’uomo, il divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti. L’anno scorso a maggio una sentenza della CEDU ha costretto il nostro paese a risolvere entro un anno questa emergenza e a risarcire con 90mila euro 7 detenuti che avevano fatto ricorso contro le disumane condizioni in cui stavano scontando la pena.

Già oggi il nostro paese è uno dei responsabili maggiori dell’arretrato che grava sulla Corte di Strasburgo a causa dell’eccesso di ricorsi pendenti contro l’Italia per la violazione dell’articolo 6 della CEDU, vale a dire l’irragionevole durata del processo. Una situazione che si aggraverà in ragione dei ricorsi pendenti presenti, e in previsione della valanga di quelli futuri che arriveranno dai reclusi nelle carceri italiane per la violazione dell’art. 3. Lo Stato italiano mentre punisce un imputato per avere infranto la legge nel contempo viola la Costituzione, la CEDU, l’ordinamento penitenziario e il regolamento di esecuzione.

Marco Pannella continua una battaglia pluriennale per interrompere la flagranza di reato e restituire alla Repubblica la sua legalità, si tratta di un obbligo costituzionale che impegna il Parlamento e che ci deriva dalla condanna di Strasburgo. Trasformare la crisi della giustizia nelle carceri in una opportunità di cambiamento strutturale è una impostazione che i Radicali hanno sempre dato a questa battaglia. Ed è una impostazione accolta pienamente dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha utilizzato lo strumento costituzionale di un messaggio alle Camere per richiamare il Parlamento a intervenire senza ulteriori deroghe sulla grave condizione delle carceri e della giustizia del Paese. Eppure tutto ciò è ignorato dalle valutazioni delle forze politiche. Marco Pannella ha ripreso l’iniziativa nonviolenta del digiuno affinchè i Presidenti delle Camere e i Presidenti dei gruppi parlamentari si attivino con urgenza per dare risposta all’obbligo posto dal presidente della Repubblica.

Giovedì 21 novembre i militanti Radicali insieme ai famigliari dei detenuti manifesteranno contemporaneamente davanti alle carceri di Agrigento, Caserta, Catania, Genova, Napoli, Roma, Vicenza, Verona, Salerno, Teramo.”

 

Print Friendly, PDF & Email