Sono i frutti velenosi ma non inaspettati della crisi, che diventa insufficienza di reddito e impossibilità di trovare lavoro. Se un tempo si poteva sperare di riassorbire una parte dell’emarginazione con occasioni e percorsi di inserimento lavorativo, ora il mercato del lavoro sembra impenetrabile, soprattutto a chi già soffre difficoltà.

E allora si inverte quel passato lieve trend discendente nella commissione dei reati. Nel 2012, dicono i dati del Ministero dell’Interno, i reati denunciati su tutto il territorio italiano sono aumentati dell’1,3%. Ma non a caso l’aumento maggiore, che probabilmente compensa la diminuzione di altri crimini, riguarda i reati contro il patrimonio, furti e rapine.

Verona, da questo punto di vista, sembra andare peggio della media nazionale. Le denunce totali sono aumentate del 4%, ma i furti in abitazione del 40% (in Italia +15,5%), gli scippi  del 36% (Italia 13,1%), i furti con destrezza, cioè i borseggi, del 34% (Italia 11%), le rapine del 13,4% (in Italia del 4,7%).

E sappiamo che non si tratta solo di irriducibile criminalità organizzata. E’ anche, e sempre di più, disperazione.

18-6-13 – L’Arena: “Verona, reati in crescita – aumento del 4 per cento”

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