Il progetto “arte educativa” si basa sulla relazione che si focalizza sullo stimolo creativo per desiderare e immaginare situazioni, comportamenti, azioni, qualità, talenti da poter agire in modo positivo, utile a sé stessi e agli altri.

Il progetto offre ai partecipanti uno spazio settimanale di tre ore nel quale, accompagnati da una professionista, possono esprimere sé stessi e condividere liberamente il loro mondo interiore senza essere indagati nel proprio passato o nella vita privata.

L’arte educativa può essere definita in moltissimi modi, ma senza dubbio può essere descritta come l’arte di insegnare a sé stessi per diventare persone migliori.

Il progetto possiede tre peculiarità. La prima è quella di trasmettere, mediante la pratica e non le parole, la differenza tra fantasia e immaginazione. La seconda è quella di riconoscere, quando è possibile, i bisogni sottostanti ai desideri e individuare sia se è effettivamente possibile soddisfarli, sia la modalità per farlo. La terza peculiarità, la più importante, è il tipo di relazione che si instaura, in questo caso,con le persone detenute che partecipano al progetto. Essa non è solo la conseguenza di una formazione istruttiva o formativa fine a sé stessa, ma è l’empatia che si ricerca e si genera nello scambio reciproco come elemento creativo, unitivo ed evolutivo. Infine il progetto si svolge su un percorso che parte da una domanda specifica e prosegue con una serie di immagini, scritti e dialoghi elaborati esclusivamente del suo autore, che raccolti in consequenzialità formano un racconto: la cui trama riflette parte della sua realtà.

Lo scopo del progetto è quello di dare alle persone detenute uno spazio che sia diverso dall’ambiente cella, nel quale possano esprimere i loro bisogni e l’affettività frustrata. Quando la rabbia è giustificata (il lasciar fluire, lasciar scorrere) può educere dalle nostre istanze interiori, quelle qualità necessarie per superare il disagio del momento e spingere a trovare soluzioni. Così, in questo contesto, il progetto “ARTE EDUCATIVA” ha lo scopo di dare, in modo consapevole, forma, colore, voce e senso ai bisogni ed alla affettività repressa.

Il progetto porta benefici innanzitutto a coloro che partecipano per diversi incontri e alle persone che hanno una motivazione volta al cambiamento.

Il beneficio più importante è quello in cui essi prendono coscienza di poter trasferire la propria affettività, concretizzandola e riversandola nel mondo esterno, mediante l’apprendimento delle modalità proposte dal progetto. Il beneficio è enormemente importante in quanto essi agiscono mediante le loro scelte consapevoli e questo li responsabilizza.

Vedi la relazione preparata da Mara Chinatti per il convegno 2013 della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia

Vedi la raccolta di testi e disegni di Nenad al percorso di arte educativa 2012-2013, commentati dalla conduttrice

Vedi anche la pagina del nostro sito, con la notizia ed il link ad un’altra relazione di Mara: http://www.lafraternita.it/2013/05/la-bellezza-di-ervis/

Vedi la recensione al libro di Mara Chinatti Camminando insieme pubblicata sul n. 20 di ottobre 2013 della rivista “Psicosintesi”

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