Ruba al supermercato una lattina di birra e due scatolette di tonno per un valore di 4 euro. Dopo 4 anni il processo con pubblico ministero, avvocato difensore, giudice. Condanna a 2 mesi e 20 giorni, pena sospesa.

Ruba all’edicola 18 giornali. Processo con pubblico ministero, avvocato difensore, giudice. Condanna a 4 mesi ma la legge cosiddetta “Cirielli” vieta qualunque beneficio a chi ha riportato altre condanne: in questo caso due multe e una truffa 15 anni fa. Quindi, a condanna definitiva, 4 mesi effettivi di carcere.

Sono solo due esempi recentissimi di una giustizia intasata da uno spaventoso arretrato di processi e da uno spaventoso sovraffollamento carcerario, con una spaventosa mancanza di fondi. Viene allora da chiedersi:

non si potrebbero immaginare procedure più semplici per sanzionare questi reati che vengono definiti bagatellari?

a cosa serve, in casi come questi, chiudere una persona in carcere?

non sarebbe più utile a tutti un’attività riparatoria?

perché non togliere di mezzo questa legge “Cirielli”, nata per salvare i potenti con una rapida prescrizione e infierire sui poveri che sommano recidive?

4 aprile 2013 – L’Arena: “Ruba due scatolette di tonno e una birra. Inflitti 80 giorni”

6 aprile 2013 – L’Arena: Rubò 18 giornali: finirà in carcere”

Vedi la lettera dell’avv. Guarienti all’Arena del 13-4-13: “In carcere a tutti i costi”

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