Anche se le elezioni non si fossero svolte a febbraio, nessuno avrebbe potuto essere distratto dall’alternativa di andarsene al mare. Eppure solo in 16, tra tutti i detenuti di Montorio, hanno deposto le loro schede nelle urne del seggio interno. Non sappiamo quanti ne avevano diritto; dei quasi 900 presenti, escludendo gli stranieri e chi avrebbe subito l’interdizione, la cifra potrebbe ridursi a meno di un terzo, forse tra 200 e 250. Ma con tutti gli appelli a garantire ed esercitare il diritto di voto, il risultato è davvero deludente e sarebbe interessante se i diretti interessati ne discutessero le ragioni.

Montorio resta comunque il carcere veneto dove si è votato di più. In tutto il Veneto arriviamo a 48 votanti.

E non è andata tanto meglio a livello nazionale, a parte i picchi di Rebibbia (198), Catania (159), Taranto (156) e via a scendere, con prevalenza nelle carceri di Sicilia, Lazio e Puglia. Il totale nazionale dei votanti detenuti è 3.426, con una stima molto arbitraria degli aventi diritto attorno a 30.000.

 

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