E’ la tradizionale iniziativa di fine anno del Centro diocesano di pastorale giovani. Per tre giorni si vanno a conoscere situazioni di povertà e attività di aiuto. L’ultimo giorno, in attesa della messa col Vescovo e della festa conclusiva, si ascoltano testimonianze di volontari.

Quest’anno i giovani, divisi in tre gruppi di una ventina ciascuno, hanno incontrato volontari della Ronda della Carità, della Fraternità e due ragazze in servizio civile Caritas. Ogni testimonianza, ripetuta tre volte secondo la rotazione dei gruppi, durava circa mezz’ora.

Per la Fraternità, e quindi sulla pena e il carcere, davanti a giovani attentissimi, interessati e forse un po’ sorpresi, abbiamo toccato argomenti come le povertà che popolano il carcere, a quale idea di pena ci ispiriamo, il sovraffollamento e la legislazione che lo produce, la mancanza di lavoro, la diffusione di cultura come principale strumento per incidere sulle scelte politiche, che cosa facciamo in pratica con i detenuti, i loro familiari, il reinserimento, la comunicazione.

Abbiamo mostrato spezzoni del recente DVD “Raccontamela giusta attorno al carcere”, in particolare quelli con Puliero nella cella, Vecchioni in visita, la nostra giovane leva in servizio civile.

 

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