Far pagare o no il ticket ai visitatori delle chiese? Per quanto appassionante, non sarebbe propriamente un argomento da affrontare su questo sito.

I favorevoli sostengono che, senza una continua vigilanza, bisognerebbe lasciare sprangate le porte delle chiese per molte ore del giorno, e la vigilanza costa.

Ma nel frattempo, senza clamore, anzi quasi in silenzio, si fa strada un’esperienza che, espandendosi, potrebbe risolvere gran parte del problema: leggiamo che le chiese di S. Nicolò e dei SS. Apostoli sono sorvegliate quotidianamente da detenuti di Montorio in lavoro esterno o autorizzati in detenzione domiciliare. Così come alla casa di Giulietta e ad un ingresso dell’Arena. E chissà, forse in altri luoghi.

Potrebbe diventare la strategia vincente. Dove non ci sono fondi per assegnare appalti a ditte private, e quindi non può esserci concorrenza sul mercato del lavoro, ma si dovrebbe promuovere turismo e sviluppo migliorando l’accesso e il godimento del nostro enorme patrimonio artistico, culturale, naturale, ecco che si pensa finalmente di dare un senso al tempo della pena.

Per ora, e finché non si affaccia la sospirata ripresa, non ci sono prospettive di lavoro, per nessuno e tanto meno per chi esce dal carcere. Non viene a mancare solo il reddito associato al lavoro, manca anche la dignità di sentirsi utili, attivi, partecipi. Anche un servizio poco, quasi solo simbolicamente retribuito è preferibile al non avere niente da fare.

E quanti potrebbero diventare questi servizi, nella nostra città! Tanti da ridurre il sovraffollamento di Montorio, da offrire un’alternativa all’inutile ozio di persone non socialmente pericolose, da non attribuire più alla pena il significato retributivo di pura separazione dal contesto sociale ed affettivo, ma il valore educativo della riparazione.

6 gennaio 2013 – L’Arena: “Qui la vigilanza è affidata ai detenuti”

Aggiungiamo un breve commento della Garante dei diritti dei detenuti Margherita Forestan:

“Sono fiduciosa che almeno il numero delle Chiese possa aumentare. Pensa che meraviglia, se vai ai SS Apostoli vedi una Chiesa che brilla di pulizia, le parti in legno sono state ripassate a cera, la Sacrestia è un salotto, insomma spolverano anche le foglie delle piante. All’esterno idem e questo vale anche per S. Nicolò. Almeno 40 persone potrebbero uscire in misura alternativa se aprissero le 20 chiese delle città. E poi è tanto grave chiedere 2 Euro di accesso? non è meglio così che spendere in detenzione senza possibilità di recupero?”

 

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