Una breve lettera al settimanale diocesano “Verona fedele” del 7 ottobre scorso ricorda ai cristiani che esiste una “sesta opera” di misericordia: visitare i carcerati. Che non vuol dire solo pregare per loro, ma occuparsi anche di quel che serve perché siano rispettati i diritti e la dignità delle persone. A partire dall’igiene e dalla pulizia personale.

Perché è tanto difficile formare nelle parrocchie gruppi che se ne occupano?

 

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