Il disaccordo, il rifiuto, l’impegno per l’abolizione dell’ergastolo è costitutivo della Fraternità.

Recentemente si è sostenuto che l’ergastolo è “non scientifico” in quanto nega la scoperta che anche il cervello umano si rinnova nel tempo, per cui una pena che non riconosce il cambiamento va ad infierire su una persona ormai altra rispetto a quella che ha commesso il reato.

Va bene anche questo, se per convincersi qualcuno ha bisogno di certe evidenze scientifiche. Ma ben prima ci sono evidenze educative sotto gli occhi di tutti, non solo di chi volontariamente o per professione si occupa di detenuti, ma di ogni genitore, di ogni insegnante. La persona non è il suo passato e se dal profondo si grida, dal profondo si può anche uscire, magari in molto tempo, magari faticosamente, rinnovati.

E’ “il respiro della speranza”, scrive mons. Rino Breoni in un intervento su L’Arena del 22 novembre 2012: “Ergastolo: sì, l’uomo può cambiare”

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