La fondazione San Zeno Onlus, con il patrocinio del Comune di Verona, organizza da diversi anni eventi di biblioteca vivente a Verona. La biblioteca vivente è uno strumento interculturale promosso dal Consiglio d’ Europa. Funziona come una vera e propria biblioteca: il lettore si rivolge ad un bibliotecario e sceglie da un catalogo il libro con il titolo che più lo incuriosisce, attende e poi va a “leggerlo”. La lettura è però il racconto di una persona “in carne ed ossa” che sceglie di mettere a disposizione la sua storia per renderla testimonianza per i “lettori”, per renderla “libro”. Gli organizzatori dell’evento hanno deciso di utilizzare questo metodo per sensibilizzare alle tematiche del pregiudizio, della discriminazione. Ogni libro proposto dalla biblioteca vivente di Verona propone la storia di una persona che, per svariate vicissitudini, è stata vittima di esclusione sociale.

Il 14 ed il 15 aprile scorsi, presso la Biblioteca Civica di Verona, un libro ha raccontato anche della sua esperienza in carcere. I riscontri sono stati molto positivi.

Una ragazza ha scritto:

“Mi sono sentita fortunata, avevo tante domande ed è stato bello avere una risposta per ogni interrogativo. Mi è sembrato che il mio libro fosse estremamente generoso, come
raramente avviene”

Un ragazzo, ancora:

“Ho capito sicuramente che è possibile andare oltre dei limiti imposti dal pregiudizio e dall’irrazionalità della discriminazione, che si presentano solamente come un ostacolo alla possibilità di scoprire peculiarità e pregi di una persona”.

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