Il fine
(la liberazione di Dozier e l’arresto dei terroristi) giustifica i mezzi (la tortura)?


Salvatore Genova
, ex commissario di polizia ed ex parlamentare socialdemocratico, dopo 30 anni di silenzio, per liberarsi da un ricordo opprimente racconta all’Espresso come nel corso delle operazioni per identificare il luogo dov’era tenuto prigioniero il generale Dozier, sequestrato a Verona dalle Brigate Rosse, fossero state autorizzate e praticate torture nei riguardi delle persone sospettate.

E’ una narrazione impressionante. Che, oltre all’orrore, ci ricorda tutte le coperture ed ipocrisie, giudiziarie e politiche, che da allora hanno sempre negato questi fatti.

La pratica del “fare del male con la garanzia d’impunità” si è poi allargata ad altri episodi, anche solo per triste soddisfazione personale.

“Oggi – ammette Salvatore Genova con ritrovata dignità – guardandomi indietro, vedo con chiarezza che ho sbagliato, che non avrei dovuto commettere quelle cose, né consentirle. Non dovevo farlo né come uomo né come poliziotto. L’esperienza mi ha insegnato che avremmo potuto ottenere gli stessi risultati anche senza le violenze“.

5 aprile 2012 – L’Espresso: “Torture di Stato, colloquio con Salvatore Genova”

 

Print Friendly, PDF & Email