Esserci, in Piazza Bra, alla festa del volontariato, con un tavolo che espone depliant per illustrare attività e progetti, manifesti e pubblicazioni, è già, per l’Associazione La Fraternità, un’occasione propizia a far conoscere la propria identità, informare,
suscitare coinvolgimenti, più o meno facili.
Insieme per dire che esistono “altre” realtà.

Ma se, accanto, c’è una cella, costruita rispettando minuziosamente le misure delle celle del carcere di Montorio, allora la curiosità e il richiamo aumentano, perché essa coagula commenti dalle tonalità più diverse, pensieri espressi e chissà quanti altri sentimenti rimasti nel cuore di chi osserva….Osserva i letti a castello, “ l’angolo pranzo”, gli armadietti, le mensole improvvisate con pacchetti di sigarette, i quadri…Qualcuno chiede: ”e il bagno?”

Molteplici, quindi, le visite all’interno, soprattutto da parte di ragazzini: alcuni inseguendo la propria curiosità, altri sollecitati dai genitori; lasciate le bici all’esterno,
si sono avventurati. La cella parla di un mondo troppo lontano, a cui spesso non si vuol pensare, ma in cui vivono migliaia di persone.

Anche se questa costruzione, che, su richiesta, è stata montata in varie città in occasione di manifestazioni riguardanti l’ambito della pena e il volontariato penitenziario, ha focalizzato l’attenzione di molti, non sono mancate sia richieste generiche di saperne di più, tra l’altro: “come si può diventare volontari…” ( “ tempo al tempo”- direbbe Fra Beppe…), sia espressioni di desiderio di approfondire alcuni temi, soprattutto da parte di insegnanti, interessati a far entrare questo mondo nelle classi a scopo educativo, o che programmano di proseguire iniziative già avviate gli anni scorsi.
La pioggia ha purtroppo interrotto per alcune ore questo scambio di idee ed emozioni
che deve continuare ben aldilà dell’arco di una giornata….

Vedi articolo su L’Arena del 19 settembre 2011: "Non solo poveri, c’è la risposta per tutti i disagi"

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