"Per non dimenticare l’altra platea" è un’iniziativa per portare dentro il carcere, tra i detenuti di Montorio, qualcosa della cultura che anima l’estate veronese.

Con lo stesso spirito, il Film Festival della Lessinia ha istituito un premio speciale, che sarà assegnato da "l’altra giuria" composta da detenuti di Montorio.

Vedi in proposito gli articoli:

18 agosto 2011 – Corriere di Verona: "Al via il Film Festival della Lessinia. Quest’anno dieci detenuti in giuria"



19 agosto 2011 – L’Arena: "Artisti in carcere per fare spettacolo con i detenuti"

Non sempre i volontari che si occupano della giustizia e della pena sono "quelli che vanno in carcere". Fuori ci sono forse più ambiti sui quali impegnarsi: il reinserimento, i familiari, la sensibilizzazione, la formazione, la comunicazione, il rapporto con le istituzioni e le associazioni. Capita quindi che una volontaria della Fraternità non sia mai entrata in carcere. Fino a quando… lasciamo che ce lo racconti lei.

 "Sono stata io che ho fatto da "gancio" tra i musicisti del Donini Quartet (miei amici) e gli organizzatori di questa rassegna estiva in carcere.
Ieri mattina sono entrata per la prima volta nel carcere di Montorio. Curiosità mista ad emozione condivisa anche dagli artisti, anche loro digiuni di questo tipo di esperienza.

 Il concerto è avvenuto in Chiesa. I detenuti sono entrati a gruppetti, ordinati. Mi sono chiesta: Sono questi i lupi di Frà Beppe? Chissà perché me li aspettavo diversi, forse un pò suggestionata dalle notizie sulla loro difficile vita in cella. Erano puliti, ben vestiti, sbarbati, avrei potuto benissimo scambiarli per i miei vicini di casa.

 La musica del Donini quartet è un misto tra Jazz , Musica Classica, Fusion, Funck , Roch, Etnica. Sono musicisti professionisti e durante le loro esibizioni si fondono con lo strumento musicale (sax, contrabbasso, chitarra) trasmettendo coinvolgimento ed energia. Alle prime note il "pubblico" si è zittito e man mano che i musicisti proseguivano con i brani incrociavo lo sguardo dei detenuti che con il viso sorridente e con un leggero assenso del capo, qualcuno anche con il pollice alzato , ci favevano capire che stavano gradendo l’evento.

 A fine concerto ci siamo tutti mescolati tra strette di mano, ringraziamenti e complimenti agli artisti. La polizia penitenziaria è stata molto collaborativa, dall’esterno della Chiesa ha guardato a distanza i comportamenti e non ravvisando nessuna scorrettezza ha acconsentito a una decina di minuti di chiacchiere.

 Io mi ritengo molto fortunata ad aver avuto la possibilità di vivere la "mia prima volta" in questa maniera molto soft. Conosco le problematiche del carcere perchè tutti i giorni ne sento parlare in Fraternità, frequento alcuni familiari di detenuti e con piu di qualcuno intrattengo una fitta corrispondenza ricevendo i loro sfoghi. Molte sono le forme per essere a loro vicini: i colloqui con i volontari, i corsi di scuola, il portar la carta igienica e il vestiario, lo smuovere l’opinione pubblica e le istituzioni. Cosa può dare a loro un concerto di vera musica dal vivo? Beh, se io non ho trovato nessuna differenza tra il loro coinvolgimento e quello del pubblico che trovo negli altri eventi esterni, significa che per almeno un’oretta hanno avuto la possibilità di "viaggiare" dimenticando per un attimo la loro sofferente quotidianità. E questo credo che non sia poco, quindi ben vengano tutte le iniziative nei loro confronti e tutti coloro che hanno uno sguardo per queste persone momentaneamente prive della libertà."

 Loredana
(volontaria della Fraternità)

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