“La situazione della casa circondariale di Montorio, già invivibile da anni, si è ulteriormente aggravata per il continuo aumento del numero dei reclusi, per la permanente carenza di agenti di custodia e il degrado della struttura concepita per ospitare la metà dei detenuti attuali”. A renderlo noto è la relazione sanitaria dell’Ulss 20 di Verona, firmata dal direttore del dipartimento di prevenzione Massimo Valsecchi che parla di una situazione al limite del sostenibile.
“Unico aspetto positivo – continua – è stata l’istituzione, da parte del consiglio comunale di Verona, nel settembre 2009, del garante dei diritti delle persone private delle libertà personale. In pochi mesi di attività, questa nuova figura, collaborando con la nuova direzione del carcere, è riuscita a mettere in atto (utilizzando anche finanziamenti di strutture private e di Fondazioni) un’importante serie di interventi di mitigazione di alcune delle condizioni di disagio più urgenti e di umanizzazione della struttura”.

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