(Di Francesca Ardino) – La casa San Giuseppe di Ronco all’Adige, gestita dalla Sesta Opera fondata da don Girelli, è sorta negli anni ‘50 grazie anche all’intervento di don Calabria che aiutò don Girelli a trovare lo stabile. Lo scopo era dare un tetto agli ex ergastolani.
Un tempo i volontari vi si recavano in bicicletta da Verona, Dossobuono e Rosegaferro per dare una mano alle persone ospitate nella struttura, lavavano i panni e cucinavano. C’era collaborazione, rispetto e tanta voglia di aiutare gli ospiti.

“Con l’entrata in vigore della legge regionale n. 22 del 2002 che regolamenta la concessione delle autorizzazioni e l’accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali – fa sapere l’attuale presidente della Sesta Opera, Lorenzo Antonini – la casa San Giuseppe per poter sopravvivere ha dovuto adeguarsi a tali norme. Tre anni fa la situazione era quasi drammatica, e l’obiettivo principale fu quello di arrivare al pareggiamento di bilancio”.
Purtroppo la diocesi non ha sempre dimostrato grande interesse per questa istituzione, ma il Comitato di gestione non si è perso d’animo e ha fatto il possibile affinché la casa S. Giuseppe continuasse a vivere. Si è realizzata ad esempio una collaborazione con la limitrofa casa di riposo Baldo Ippolita riunendo i servizi di cucina e lavanderia, in modo tale da ottenere dei risparmi senza abbassare la qualità del servizio.

Da poco sono iniziati i lavori per l’ammodernamento e la messa a norma dell’edificio. I contributi sono arrivati dalla Regione Veneto e dalla Fondazione Cariverona: saranno realizzati trenta posti letto.
Si sta procedendo con due obiettivi: il primo è arrivare a una convenzione con l’Asl 21, per accogliere persone anziane con problemi di salute mentale; l’altro obiettivo è un protocollo d’intesa con l’Uepe (ufficio per l’esecuzione penale esterna) per consentire l’accoglienza di qualche ex-detenuto.
Se si arriverà a portare il bilancio in attivo, si potrà fare in modo che anche chi non può permettersi di pagare tutta la retta mensile possa venire aiutato.
In questi giorni inoltre l’associazione Sesta Opera sta istituendo un fondo di microcredito per aiutare il reinserimento delle persone che escono dal carcere.

Questo è lo scopo per il quale è nata la Casa: don Girelli ha creduto negli “ultimi”, negli ex ergastolani che, scarcerati in età avanzata, hanno difficoltà a ricostruirsi una vita sociale e sono spesso lasciati soli o ai margini. Grazie anche al direttore Giuseppe Ferro, le finalità di Don Girelli, di dare aiuto, speranza e accoglienza ai più sfortunati sono oggi ancora vive e possibili.

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