Il lavoro è un aspetto di indiscutibile rilevanza nella vita di ciascuno: lo è ancora di più per chi è, o è stato, detenuto. 
Chi esce dal carcere si trova spaesato e senza punti di riferimento per il suo reinserimento nella società e nel mondo del lavoro. Spesso si tratta di persone con una scarsa professionalità, vittime di pregiudizi sociali e bisognose di un aiuto iniziale.

Un’opportunità lavorativa rappresenta un punto di partenza indispensabile per affermare la propria identità, oltre ad essere condizione obbligatoria per ottenere misure alternative alla detenzione, come la semilibertà o l’affidamento. Avere un’occupazione retribuita significa infine partecipare attivamente al mantenimento della propria famiglia.


Per questi motivi, da molti anni, un nostro volontario si reca nella Casa Circondariale di Montorio per incontrare i detenuti – e sono davvero tanti – in cerca di occupazione.
Grazie a contatti con enti come Confindustria, Artigiani e Provincia, ma anche con cooperative sociali e agenzie interinali, si cerca quindi di fissare dei colloqui di lavoro (previa autorizzazione del Magistrato di Sorveglianza per il relativo permesso).
 
Dalla fine del 2007 si è costituita una rete di Enti ed associazioni per affrontare il tema dell’inserimento lavorativo con progetti mirati. Il primo, “Percorsi per la persona”, si è concluso nel 2009, il secondo, “Car.Ter (Carcere e territorio)” è iniziato nel 2010 e prevede l’inserimento in tirocinio lavorativo in azienda per circa 30 detenuti in misura alternativa o da poco scarcerati, il loro accompagnamento con tutoraggio, la temporanea residenzialità abitativa per alcuni. 
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