Attività di visita a chi è detenuto agli arresti domiciliari. La molla che fa scattare questo ‘meccanismo’ è simile a quella dei colloqui di sostegno.

L’idea della visita domiciliare può nascere da un volontario dell’Associazione o essere stimolata da una segnalazione dell’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna). In entrambi i casi può essere rivolta a persone costrette direttamente agli arresti domiciliari (senza passare dal carcere) o rappresentare la continuazione di un percorso di conoscenza iniziato all’interno della struttura penitenziaria.

I benefici e l’utilità di queste visite sono evidenti, ma per il momento sono limitate a una decina di detenuti all’anno, data la carenza di volontari disponibili.

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