Informare correttamente sulla giustizia, la pena, il carcere, è di fondamentale importanza, anche nei riguardi di chi ritiene di essere lontanissimo da questi temi. Lo è sotto vari aspetti:
– per educare alla legalità e all’accoglienza, che sono atteggiamenti di prevenzione dei reati;
– per influire sulle decisioni politiche, che tendono a procacciarsi consensi assecondando gli umori più diffusi, spesso feroci e intolleranti, non basati su dati di fatto ma sulle “percezioni” indotte dai mezzi di disinformazione;
– per costruire un clima facilitante nel rapporto tra società e carcere, anche in vista del reinserimento degli ex detenuti;
– per porre interrogativi di coerenza alla coscienza cristiana e civile sul rapporto con le povertà, le reazioni all’offesa, le funzioni della pena, l’adeguatezza delle norme, ecc.

 

Le modalità sono diverse e vengono concordate con chi ne fa richiesta.

 

Possiamo informare, ragionare insieme e approfondire alcuni argomenti. Oppure presentare testimonianze, allestire un percorso didattico chiamato “L’immagine riflessa”, utilizzare il cofanetto “Raccontamela giusta” che contiene un DVD di filmati e un CD Rom di testi di divulgazione e studio, proporre alcuni libri sulle nostre esperienze e ricerche.
Le richieste più frequenti, che accogliamo sempre volentieri, provengono da insegnanti (per interventi nelle scuole), da animatori parrocchiali (per i gruppi giovanili o di adulti), da persone impegnate in centri culturali o di pastorale, di paese o di quartiere (per incontri pubblici).
Nel corso dell’anno 2007, per esempio, abbiamo effettuato almeno 25 incontri di sensibilizzazione nelle scuole, sia medie che superiori, e più di 20 in ambiti pubblici o parrocchiali.
Alcuni esempi:

  • Sensibilizzazione a Costermano
  • Sensibilizzazione al CUM
  • Sensibilizzazione al Centro pastorale ragazzi
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