Progetto “d’intesa” tra diverse associazioni di volontariato che si occupano dei problemi della giustizia a Verona: La Fraternità (che fa da capocordata) Ripresa responsabile, Don Tonino Bello, Comunità Emmaus Villafranca, Cestim volontariato, Società S. Vincenzo de’ Paoli.
Il progetto è stato promosso e finanziato dal Centro Servizio per il Volontariato di Verona e alla fine 2007 è stato pubblicato un libretto che lo racconta.
Tre gli obbiettivi, tra loro correlati:
riconoscere e tutelare i diritti delle persone private della libertà
gestire un Centro d’ascolto davanti al carcere di Montorio

migliorare la collaborazione tra le associazioni partecipanti. Riguardo alla tutela dei diritti, è stato chiesto che venisse istituita la figura del Garante dei diritti delle persone detenute, come già hanno fatto e stanno facendo molti Enti locali e come prevede una legge già approvata dalla Camera ma non ancora dal Senato. Per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli Amministratori, è stato organizzato un convegno – svoltosi l’11 novembre 2006 – in preparazione del quale un apposito gruppo di lavoro ha raccolto e rielaborato una fitta documentazione sulle attività dei Garanti già istituiti e degli Sportelli informativi funzionanti in altre carceri.Altra proposta quella di aprire anche nel carcere di Montorio uno Sportello di consulenza per i detenuti, coinvolgendo in particolare l’Università di Verona con le facoltà di Giurisprudenza, Scienze della Formazione e Servizio Sociale. La proposta è stata accolta sia dalla Direzione del carcere, sia dal Rettore e dai Presidi delle facoltà. Ora bisogna precisarla, articolarla, organizzarla, con l’aiuto dei volontari che già fanno “sportello” su alcuni temi definiti, come la ricerca di lavoro e la condizione degli stranieri. Straordinaria opportunità per gli studenti che vogliono imparare anche dall’esperienza, dall’incontro con persone e problemi nei quali si incarnano le conoscenze teoriche, sollecitando approfondimenti e verifiche con la realtà.

Le vicende del Centro d’ascolto davanti al carcere di Montorio hanno avuto inizio a metà degli anni ’90, con le prime richieste, pratiche, finanziamenti. Un’attesa estenuante, a volte scoraggiante. Sembrava di essere in dirittura d’arrivo con l’amministrazione Zanotto ma, dopo il cambio di giunta, non si sono più avute notizie. Il Comune aveva assunto l’impegno di collocare un prefabbricato in Via S. Michele, davanti al carcere di Montorio, con gli arredi interni nelle stanze: sala d’attesa e d’animazione, ufficio-documentazione, saletta colloqui, bagni.

Lì i volontari a turno, con la partecipazione anche dei servizi sociali del Comune e di personale professionale (mediatori culturali, animatori di bambini, esperti di counseling, ecc.) dovrebbero essere a disposizione in orari predefiniti per: accogliere le famiglie dei detenuti in attesa di colloquio, intrattenere i bambini, dare informazioni sul funzionamento del carcere, i diritti, le regole da rispettare; facilitare l’incontro tra detenuti scarcerati e risorse del territorio, con informazioni, orientamenti, eventualmente anche accompagnamento; si va dagli orari e percorsi degli autobus, alle mense, alla ricerca di alloggio e di lavoro, alle associazioni di sostegno, alla consulenza legale, alla sanità, ai permessi di soggiorno, ecc. Non sostituendosi o aggiungendosi ai servizi esistenti, ma aiutando a conoscerli e accedervi: un filtro comunicativo per consentire ai detenuti in semilibertà di incontrarsi prima del rientro serale in carcere e di programmare eventuali attività comuni o gruppi di discussione e autoaiuto; dare e ricevere ogni altra notizia utile dal personale penitenziario, dagli operatori privati o volontari, dai cittadini interessati. Il progetto prevede anche la presenza continuativa di un giovane in servizio civile (Progetto Gioinvolo del CSV), che raccoglie, riordina e mette a disposizione le schede informative sui servizi, le associazioni, la risorse utilizzabili e ascolta e registra le tipologie, le domande, i bisogni delle persone che si rivolgono al Centro.
Vogliamo ancora una volta credere che il Comune sarà capace di rispettare gli impegni presi. Nel frattempo ci teniamo pronti ad organizzare il funzionamento del Centro. Per questo è preziosa ogni disponibilità di volontari, anche con competenze generiche che ci incarichiamo di supportare con appositi percorsi formativi e di accompagnamento. Le attività e le registrazioni degli accessi possono diventare interessante materia di studio, di tirocinio o di tesi, per studenti universitari. Per parlarne, basta contattare La Fraternità.
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