Attività che rientra nel più ampio Progetto Affettività, l’incontro con le famiglie è la vera e propria Giornata di Fraternità, che si tiene presso il Convento di San Bernardino di solito la terza domenica del mese.

L’imprigionamento è un evento traumatico che sconvolge la famiglia dell’arrestato e crea una frattura relazionale. Questa frattura rende ancora più vulnerabile la persona detenuta e quindi più difficile il suo percorso rieducativo e di reinserimento. Questa frattura può mettere a rischio di devianza altri membri della famiglia, magari minori d’età.

I famigliari vivono spesso vergogna e sensi di colpa che li portano all’isolamento dalla comunità sociale, vivono un senso di impotenza che rende più fragile la relazione col famigliare detenuto e può rendere fragili anche i rapporti tra gli altri componenti del nucleo famigliare.

Un momento dedicato all’ascolto sia degli ex detenuti, dei loro percorsi di svolta, maturazione e cambiamento, sia dei familiari, che sentono la necessità di affrontare e condividere i propri vissuti, anche dolorosi, con persone che stanno vivendo esperienze simili.

Una possibilità di condivisione e di riflessione, ma anche un momento di spensieratezza con la ‘famiglia allargata’.

Tutti i mesi, quindi, viene inviato un invito alle famiglie che possono scegliere se partecipare o meno a tali incontri.

Gli incontri sono articolati in tre gruppi, condotti da facilitatrici e volontari:

-quelli con le famiglie nuove (le famiglie di detenuti appena entrati in carcere);

-quelli con un gruppo più solido, formato da coloro che hanno molta esperienza col carcere;

-quelli con coloro che sono nella fase di reinserimento.

Poiché spesso anche marito e moglie riscontrano problemi all’interno della coppia, in seguito alla detenzione di un figlio o alla detenzione di uno dei due coniugi, esiste anche un colloquio individuale con la coppia.

La giornata è strutturata in questo modo:

al mattino vengono suddivisi i tre gruppi con attività specifica di self-help, piccola pausa, poi incontro tutti insieme per condividere e scambiare i messaggi affiorati durante l’attività. Poi il pranzo conviviale insieme.

Ruolo dei volontari:

alcuni di questi famigliari non hanno l’auto o i soldi per la benzina, altri sono molto anziani, la domenica i mezzi pubblici sono scarsi, soprattutto per le famiglie che vengono dalla provincia.

Alcuni volontari vanno a prenderli il mattino con i propri mezzi e la sera li riaccompagnano presso le loro case.

Per situazioni particolari di sofferenza, durante il mese i volontari si prestano ad un sostegno telefonico e a volte si recano, sempre con i loro mezzi, presso l’abitazione della famiglia per cercare di alleggerire alcuni stati d’animo particolarmente difficili.

 

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